Le luci della Tour Eiffel illuminano una notte dalle forti tinte contrastanti, dove la gloria sportiva più pura si è inevitabilmente intrecciata con le spine dell’ordine pubblico nazionale. Parigi si è trasformata nel teatro di una sontuosa serata di gala per celebrare la straordinaria impresa della compagine guidata in panchina da Luis Enrique, fresca vincitrice della Champions League al termine della drammatica e tesa finale di Budapest vinta ai calci di rigore contro l’Arsenal. Una parata trionfale che ha permesso al club parigino di brindare alla conquista del secondo trofeo consecutivo nella massima competizione continentale, certificando un dominio europeo ormai indiscutibile. I festeggiamenti ufficiali, andati in scena nella prestigiosa cornice dell’Anticamera dell’Eliseo, hanno visto la partecipazione straordinaria del Presidente della Repubblica Emmanuel Macron, intenzionato a omaggiare i campioni ma anche a lanciare un monito severissimo a tutto il Paese.
Il discorso di Macron: tolleranza zero contro la violenza ultrà
Il capo di Stato francese ha sfruttato l’importantissima vetrina istituzionale non soltanto per tessere le lodi del club transalpino, ma soprattutto per prendere duramente posizione in merito ai gravissimi disordini e agli scontri urbani scoppiati nelle principali arterie cittadine a margine dei caroselli di festa. Di fronte alle immagini di guerriglia urbana, veicoli in fiamme e cariche delle forze dell’ordine che hanno parzialmente rovinato l’orgoglio della capitale, Macron ha espresso parole perentorie che non lasciano spazio a interpretazioni burocratiche: “Questo non è sport, non è calcio. Ringrazio i nostri poliziotti e i nostri gendarmi, e annuncio che saremo intransigenti con quelli che sono stati fermati. Ne abbiamo abbastanza di queste cose”. Una condanna ferma, volta a isolare le frange violente e a garantire che i numerosi arresti effettuati dai reparti di sicurezza della gendarmeria si traducano in sanzioni giudiziarie esemplari, senza alcuno sconto o attenuante.
Una doppietta storica macchiata dai disordini nelle piazze
Il verdetto del campo consegna a Luis Enrique un posto d’onore nell’albo d’oro del calcio transalpino, avendo bissato il trionfo dell’anno precedente ottenuto contro l’Inter. La squadra ha saputo soffrire e imporre il proprio credo tattico, ma la gioia del campo è stata purtroppo parzialmente oscurata dalle frange più estreme del tifo parigino, che hanno trasformato piazze storiche come gli Champs-Élysées e il Campo di Marte in scenari di tensione e guerriglia contro le forze di polizia. Il bilancio definitivo dei fermi tracciato dal Ministero dell’Interno parla chiaro, e la ferma intenzione delle istituzioni è ora quella di ripulire l’immagine del tifo organizzato, affinché le future serate di gloria internazionale possano tornare a essere una festa puramente democratica, pulita e priva delle tossine dell’isteria criminale da strada.
(Foto: psg.fr)





