Prende ufficialmente il via il nuovo e suggestivo capitolo della Nazionale italiana, attesa dal doppio collaudo in amichevole contro le selezioni di Lussemburgo e Grecia. Il quartier generale azzurro si prepara a spalancare le porte per il primo allenamento del raduno, in programma nel tardo pomeriggio. A dare fuoco alle polveri di questa nuova avventura ci ha pensato direttamente il commissario tecnico ad interim Silvio Baldini, protagonista di un’affollata e scoppiettante conferenza stampa di presentazione. Senza peli sulla lingua e fedele al suo stile viscerale, il timoniere azzurro ha toccato corde profonde, alternando concetti di pura filosofia tattica a durissimi affondi diretti ai piani alti del sistema calcistico nostrano.
L’elogio della libertà e il codice etico del gruppo
Il tecnico ha voluto immediatamente chiarire la propria visione etica e sportiva, esaltando il talento dei ragazzi convocati e rispedendo al mittente le recenti provocazioni verbali giunte dall’ambiente ellenico. Baldini ha confessato di sorridere di fronte alle preoccupazioni altrui, specialmente se provenienti dalla terra in cui è nata la democrazia, preferendo concentrarsi sull’entusiasmo e sulla totale assenza di paura. Più che un comandante, il mister si è definito un uomo libero, desideroso di portare all’interno dello spogliatoio l’anarchia tattica intesa come massima libertà di esprimere il genio individuale.
Questo approccio non deve però essere scambiato per anarchia comportamentale: Il CT Baldini esige sacrificio in campo, linee strette e corse immediate per il recupero del pallone, mentre fuori dal campo vige una disciplina ferrea che spazia dall’alimentazione alla sveglia. Le regole sono pilastri insindacabili e la linea punitiva è chiarissima: nessuna sanzione pecuniaria, considerata riduttiva, ma l’allontanamento immediato dal ritiro per chiunque decida di sgarrare.
Il capitale umano della gioventù e il retroscena su Donnarumma
Nel descrivere lo splendido clima di coesione sociale che si respira nel gruppo, Baldini ha lodato la purezza dei suoi ragazzi, descrivendoli come giovani genuinamente innamorati del calcio e non ancora contaminati dal dio denaro o dalle lusinghe del successo. La compattezza dello spogliatoio è testimoniata da splendidi esempi di attaccamento alla maglia, come il giovanissimo Camarda, presentatosi in ritiro pur essendo infortunato solo per il desiderio di respirare l’aria del gruppo.
In questo contesto di grande rinnovamento, spicca la figura di Gianluigi Donnarumma, l’unico big a contattare personalmente il commissario tecnico per mettersi a totale disposizione della causa. Un gesto che il Baldini ha accolto come un segnale fortissimo di cambiamento e di speranza, unito all’innesto strategico di Pio Esposito in ottica olimpica. Nessuna delusione, invece, per i mancati contatti da parte di altri senatori: Baldini ha ammesso che la ferita calcistica post Bosnia è ancora troppo fresca e che, in certi casi, l’assenza e il riposo sono la scelta migliore per tutti.
Le durissime accuse ai vertici del calcio italiano
La parte più infuocata e destinata a far discutere l’intera opinione pubblica riguarda l’impietosa analisi che Silvio Baldini ha tracciato sullo stato di salute del movimento calcistico italiano. Il selezionatore non ha usato giri di parole, puntando il dito contro le alte sfere dirigenziali dei club, colpevoli di perseguire esclusivamente i propri interessi economici a discapito della crescita e della valorizzazione dei vivai locali. L’allenatore ha definito esplicitamente molti di questi personaggi come dei veri e propri lestofanti, la cui mancanza di lungimiranza blocca sistematicamente la transizione dei giovani talenti verso la Nazionale maggiore.
Comprare atleti ultratrentenni anziché lanciare i ragazzi del proprio vivaio rallenta vistosamente i ritmi di gioco del nostro campionato, rendendolo sterile ed europeo solo a parole. Infine, interpellato sulla sua possibile conferma o sulla scelta del futuro commissario tecnico, Baldini ha dato prova di enorme onestà intellettuale, sottolineando come la panchina dell’Italia richieda un curriculum solido che lui, al momento, non possiede. Il suo approdo è figlio del destino e delle dimissioni di Gattuso, motivo per cui affronterà queste due sfide con orgoglio e per l’onore della patria, sognando di guadagnarsi il futuro sul campo attraverso i prossimi Europei e le Olimpiadi con la sua Under 21.
(Foto: figc.it)





