Il verdetto più amaro e crudele si è materializzato inesorabilmente sul prato dello Stadio Druso di Bolzano. Il Bari saluta ufficialmente la Serie B e sprofonda nell’inferno della terza serie, certificando una retrocessione sul campo che nel capoluogo pugliese non si viveva da tanto tempo. Alla compagine biancorossa serviva disperatamente una vittoria nel match di ritorno dei playout contro il Südtirol, ma il tabellone ha restituito un implacabile e desolante zero a zero che, sommato all’identico risultato della gara di andata disputata al San Nicola, ha finito per premiare la formazione altoatesina in virtù del miglior piazzamento ottenuto nella stagione regolare.
L’atteggiamento rinunciatario e la contestazione
In 180 minuti cruciali per la sopravvivenza del club, i pugliesi non sono riusciti a produrre un solo sussulto offensivo degno di nota. Un copione desolante, specchio fedele di una stagione passata costantemente a vivacchiare, in cui il Südtirol ha dimostrato maggiore intraprendenza sfiorando più volte il vantaggio, sbattendo contro gli interventi miracolosi di Cerofolini e vedendosi persino annullare una rete dall’intervento del VAR. Questa ennesima prestazione opaca non ha fatto altro che alimentare la feroce contestazione nei confronti della presidenza De Laurentiis, accusata dalla piazza di aver allestito una rosa inadeguata e di non essere intervenuta con le giuste contromisure sul mercato.
Le sliding doors: da Pavoletti al tracollo
Il tracollo verticale dei galletti assume contorni ancora più drammatici se si riavvolge il nastro della memoria all’11 giugno 2023. In quella notte, le porte della Serie A sembravano ormai spalancate, prima che la beffarda incornata di Pavoletti a soli centoventi secondi dal triplice fischio gelasse il pubblico di casa, regalando la massima serie al Cagliari e scatenando il nobile applauso di consolazione da parte di mister Claudio Ranieri verso il settore ospiti. Da quel momento esatto, un vero e proprio valzer di scelte tecniche e dirigenziali ha sgretolato ogni certezza. Dopo un’annata tribolata che ha visto alternarsi in panchina ben quattro allenatori, con la salvezza acciuffata miracolosamente ai playout contro la Ternana, il club aveva tentato di resettare tutto azzerando i vertici dell’area tecnica.
I buoni propositi di rilancio si sono però scontrati con la durissima realtà dell’attuale campionato, rivelatosi un vero e proprio disastro sportivo. Il progetto tecnico guidato inizialmente da Fabio Caserta si è arenato dopo appena tredici turni; la successiva parentesi di Vivarini si è chiusa anticipatamente dopo sole sette gare, accompagnata dall’addio del direttore sportivo Magalini. Nemmeno il disperato ritorno in sella di Moreno Longo, che era riuscito ad agganciare il treno dei playout in extremis, è bastato a invertire la rotta in modo decisivo. Un ruolino di marcia deprimente, caratterizzato da ben diciotto sconfitte a fronte di sole nove vittorie e dodici pareggi complessivi, ha trascinato inesorabilmente la squadra nel baratro. Il Bari fa così ritorno in Serie C, una categoria abbandonata nel 2019 quando la proprietà raccolse la società dalle ceneri del fallimento. Oggi, a tre anni da quel sogno Serie A sfumato per un soffio, l’incubo è nuovamente realtà.
(Foto: sscalciobari.it)





