Il cielo sopra Palermo si tinge di giallorosso al termine di una serata dalle emozioni fortissime. Il Catanzaro resiste all’assalto rosanero al Barbera e strappa con merito il pass per l’attesissima finale dei playoff di Serie B, dove ad attenderlo ci sarà il Monza per l’ultimo, decisivo, doppio confronto che vale il paradiso della massima serie. Alla formazione di casa non sono infatti bastati gli acuti di Pohjanpalo e Modesto per ribaltare le sorti della qualificazione: la compagine calabrese, forte del rotondo 3-0 maturato nella gara d’andata del Ceravolo, ha saputo soffrire e portare a termine la missione.
L’emozione del traguardo e la forza del gruppo
Nel post-partita, tutta la tensione accumulata si è sciolta in un pianto liberatorio. Il tecnico Alberto Aquilani, che alla vigilia aveva predicato “Testa al lavoro e consapevolezza”, si è presentato in sala stampa con gli occhi lucidi e il cuore gonfio d’orgoglio per la prestazione dei suoi ragazzi: “Il sogno continua. Dobbiamo essere molto bravi: oggi è stato qualcosa di straordinario. Dobbiamo recuperare le forze, perché abbiamo un popolo intero al quale vogliamo regalare qualcosa di storico. Siamo arrivati quasi alla cima, ci manca solo un pezzettino”.
Un traguardo che rappresenta il coronamento di un’annata vissuta sempre ad altissima intensità, un percorso netto che il mister ha voluto celebrare rimarcando l’attaccamento viscerale alla piazza: “È un’emozione difficile da spiegare. Mi emoziono anche adesso mentre ne parlo. Sono emozioni forti, che ci hanno fatto scoppiare in lacrime a fine partita. Dobbiamo provare a fare qualcosa per il nostro popolo”.
La resilienza al Barbera e l’identità tattica
L’allenatore ha sottolineato la straordinaria tenuta mentale dei suoi uomini, capaci di non crollare in un ambiente caldissimo e dopo uno svantaggio incassato a freddo: “È stata una partita complessa, in uno stadio con un clima incredibile. Nonostante questo, e nonostante essere andati sotto dopo tre minuti, abbiamo giocato e ne sono orgoglioso. Sono quelle partite che devi portare a casa in quel modo lì. Oggi fare un nome su tutti sarebbe riduttivo. Siamo una squadra che deve giocare per fare gol: non lo abbiamo fatto, ma siamo riusciti a vincere in un altro modo”.
Una qualificazione costruita senza mai rinunciare alle proprie idee e al proprio credo calcistico. Aquilani ha infatti rivendicato con fermezza la filosofia di gioco espressa per tutto l’arco del campionato: “Nel calcio si vince e si perde, ma bisogna vedere come, e noi lo stiamo facendo bene. Ho dei ragazzi che vanno oltre le difficoltà e la tensione: continuano a giocare e a proporre il nostro calcio per competere con squadre, sulla carta, più forti come il Palermo. Siamo arrivati fin qui facendo questo e non ci snatureremo”.
(Foto: uscatanzaro1929.com)





