L’Avellino è pronta a tuffarsi nella programmazione della nuova stagione agonistica partendo dalle solide fondamenta costruite negli ultimi mesi. A tracciare la rotta e a fare chiarezza sulle strategie del club irpino è intervenuto direttamente il direttore sportivo Mario Aiello, ospite dei microfoni della trasmissione Ufita Sport sulle frequenze di Radio Ufita. Il dirigente biancoverde ha affrontato a viso aperto tutti i temi più caldi dell’attualità societaria, sviscerando i retroscena legati all’addio di Davide Ballardini, delineando le mosse per la panchina e anticipando le linee guida del mercato.
I veri motivi dell’addio di Ballardini
Il primo passaggio fondamentale dell’intervista ha riguardato l’inaspettata separazione dalla guida tecnica. Aiello ha voluto spegnere sul nascere ogni possibile speculazione, chiarendo le tempistiche e le reali motivazioni dell’addio del mister: “Ci aveva comunicato la sua decisione dopo Catanzaro. Quando arrivò ad Avellino chiese un contratto di sei mesi perché evidentemente aveva già preso in considerazione la possibilità di tornare in Serie A. Qui ha fatto molto bene, si è rimesso in corsa e ora vuole giocarsi subito le sue opportunità nella massima serie”.
Il divorzio, dunque, non è scaturito da divergenze interne, come ha tenuto a precisare con fermezza il ds biancoverde: “Non abbiamo mai parlato di soldi o di strutture. Lui sente di poter allenare in Serie A, dall’inizio della stagione oppure anche in corsa. Noi rispettiamo la sua scelta, gli auguriamo il meglio e andiamo avanti”.
La caccia al sostituto e il rebus dell’attacco
Archiviata la parentesi tecnica, la priorità assoluta dell’Avellino è ora quella di individuare un profilo capace di garantire continuità. Aiello ha ricordato con orgoglio il percorso compiuto nell’ultima annata per spiegare l’identikit del futuro allenatore: “Cerchiamo un profilo che possa far crescere ulteriormente il nostro percorso. Quando andò via Biancolino eravamo tutti in discussione, ma la società ha continuato a darmi fiducia. Abbiamo scelto l’allenatore giusto e dal tredicesimo posto siamo arrivati fino all’ottavo”.
Spulciando le dinamiche del rettangolo verde, il dirigente non ha nascosto una certa insoddisfazione per il rendimento del reparto offensivo, frenato dalla sfortuna, per poi lasciarsi sfuggire un’interessante indicazione di mercato: “In attacco qualcosa è mancato, anche per colpa degli infortuni. Giocatori come Patierno, Favilli, D’Andrea e Tutino non hanno potuto rendere al massimo. Per il prossimo anno mi auguro di avere due attaccanti da 12-13 gol. Uno è Biasci…”.
Il consolidamento della rosa per la Serie B
In chiusura, il direttore sportivo ha rassicurato la piazza dettando le tempistiche e i programmi per il futuro dell’Avellino. L’obiettivo è ripartire dal blocco che ha ben figurato in cadetteria: “Abbiamo una rosa che ha raggiunto l’obiettivo stagionale. Eravamo partiti con tante incognite e con quindici giocatori provenienti dalla Serie C. Di questi, sette-otto hanno dimostrato di poter reggere benissimo la Serie B e rappresentano una base importante da cui ripartire”.
Nessuna rivoluzione totale in vista, dunque, ma acquisti mirati per innalzare il tasso tecnico, sempre subordinati alla scelta della nuova guida tecnica: “La continuità tecnica sarà fondamentale — ha aggiunto — perché oggi possiamo contare su 17-18 certezze. A questi elementi aggiungeremo altri profili, tra giocatori esperti e giovani under, per proseguire nel nostro percorso di crescita. Prima, però, dovremo scegliere il nuovo allenatore, capire il modulo e individuare le caratteristiche dei calciatori da acquistare”.





