José Mourinho è pronto a riprendersi la panchina del Real Madrid. Secondo le ultimissime e insistenti indiscrezioni che rimbalzano dalla Spagna, le parti hanno raggiunto un accordo verbale su tutti i termini, spianando la strada per quello che si preannuncia come uno dei ritorni più romantici e inaspettati nella storia recente dei Blancos. Manca ormai soltanto il momento istituzionale delle firme sui documenti, ma la strada è tracciata. Il piano della dirigenza madrilena prevede un contratto iniziale della durata di due anni, con lo Special One che è atteso nella capitale spagnola per definire gli ultimissimi dettagli logistici subito dopo l’imminente sfida di campionato tra il Real e l’Athletic Bilbao.
Il richiamo di Florentino e il rilancio dopo Lisbona
A tredici anni di distanza dal suo addio, l’eco del tecnico di Setúbal torna a risuonare tra le mura del Santiago Bernabeu. Florentino Perez ha deciso di affidarsi nuovamente al suo antico condottiero per rimettere ordine in un ambiente reduce da un’annata sportiva a dir poco turbolenta, segnata dai continui ribaltoni tecnici che hanno visto alternarsi prima l’addio di Carlo Ancelotti, poi la sfortunata e breve parentesi di Xabi Alonso e infine la gestione transitoria di Álvaro Arbeloa.
Nonostante le recenti dichiarazioni di facciata in sala stampa, in cui Mourinho ribadiva la sua concentrazione esclusiva sugli impegni di fine stagione con il Benfica, il pressing del club spagnolo ha fatto breccia senza troppe resistenze. L’allenatore portoghese, reduce dalla grande rinascita sportiva vissuta sulla panchina del Da Luz dopo il burrascoso esonero al Fenerbahçe dello scorso agosto, si prepara così a salutare la piazza lusitana per rispondere all’irrinunciabile chiamata della Casa Blanca.
L’entusiasmo della piazza e la ricostruzione
L’attesa per lo sbarco del tecnico è già febbrile. La missione che attende Mourinho non sarà delle più semplici, poiché sarà chiamato a ricompattare in tempi record uno spogliatoio e una tifoseria che hanno un disperato bisogno di ritrovare le proprie certezze smarrite e la mentalità dominante tipica del blasone madridista. Il carisma smisurato dello Special One e la sua profonda conoscenza delle feroci pressioni che gravitano attorno all’universo del Real rappresentano, per la dirigenza spagnola, l’assicurazione migliore per inaugurare un nuovo e solido ciclo vincente. Il messaggio inviato all’Europa del calcio è forte e inequivocabile: The Special One è tornato.
(Foto: slbenfica.pt)





