Caos Real Madrid, il Bernabeu fischia Mbappé. Botta e risposta infuocato con Arbeloa

Mbappé attaccante Real Madrid

Il clima in casa Real Madrid è rovente e il rapporto tra il popolo madridista e la sua stella più attesa, Kylian Mbappé, sembra aver toccato il punto più basso. Le scorie di una stagione vissuta ben al di sotto delle aspettative, culminata con la dolorosa sconfitta nel Clasico che ha consegnato di fatto il titolo nelle mani dei rivali del Barcellona, si sono riversate interamente sul fuoriclasse francese.

Nel recente posticipo di campionato contro il Real Oviedo, l’attaccante ha fatto il suo ritorno sul terreno di gioco dopo uno stop per infortunio durato tre settimane, ma l’accoglienza del Santiago Bernabeu è stata gelida e impietosa. Al sessantanovesimo minuto, momento del suo ingresso in campo al posto del giovane Gonzalo Garcia, gli scroscianti applausi rivolti al canterano uscente si sono immediatamente trasformati in una bordata di fischi assordanti all’indirizzo del numero nove, catapultandolo in un ambiente decisamente ostile. Nonostante le difficoltà ambientali, il francese è riuscito comunque a incidere servendo un assist, per poi presentarsi ai microfoni con dichiarazioni destinate a far discutere.

La reazione di Mbappé e la stoccata sulle gerarchie

Nel post-partita, Mbappé ha affrontato con freddezza la questione dei fischi incassati dal suo stesso pubblico, minimizzando l’accaduto e mostrando una spessa corazza mentale: “È la vita. Non possiamo cambiare l’opinione della gente. È il loro modo di essere e non lo prendo sul personale. Ho avuto momenti nella mia carriera in cui mi hanno fischiato. Fa parte del mestiere e della vita. A volte non sono contenti, ma sono sempre qui”.

Tuttavia, le dichiarazioni più pungenti sono arrivate quando gli è stato chiesto il motivo della sua esclusione dall’undici titolare, lanciando una chiara frecciata alle gerarchie stabilite dall’allenatore Álvaro Arbeloa: “Sto benissimo. Non ho giocato perché per l’allenatore sono la quarta scelta in attacco, dietro Mastantuono, Vini e Gonzalo. Ero pronto a partire titolare, è una sua decisione e bisogna sempre rispettarla. Non sono arrabbiato”. L’attaccante ha poi voluto fare chiarezza anche sul suo recente e discusso viaggio in Italia durante il periodo di inattività: “Quando non ero a Madrid, avevo il permesso del club. Non ero l’unico, ma bisogna accettarlo e andare avanti. Posso facilmente cambiare questa situazione”.

Riguardo al suo rapporto diretto con il tecnico, l’ex PSG ha mantenuto un tono formale ma distaccato: “Non ho problemi con lui. Bisogna rispettarlo. Bisogna accettare la filosofia dell’allenatore e io devo fare del mio meglio per giocare davanti a Vini, Gonzalo e Mastantuono. Non guardo le conferenze stampa dell’allenatore. A casa ho la televisione francese, non quella spagnola”.

La dura e perentoria replica di Arbeloa

Le parole del centravanti sono ovviamente giunte all’orecchio di mister Arbeloa, che non ha esitato a replicare con estrema fermezza, rivendicando la propria autorità all’interno dello spogliatoio. L’allenatore ha smentito categoricamente la questione delle gerarchie: “Lui quarta scelta? Non ho detto questo, deve avermi frainteso. Decido io chi gioca mentre sono seduto su questa panchina, non mi interessa se non sei d’accordo, chiunque tu sia. E se non ti piace, puoi aspettare il prossimo. Vorrei averli quattro attaccanti, non so cosa dirvi perché non ho quattro attaccanti e non gli ho detto una cosa del genere. Probabilmente non ha capito”.

Il tecnico ha poi concluso spiegando le motivazioni fisiche dietro l’impiego parziale della stella francese, ribadendo la centralità del suo ruolo nel progetto a lungo termine: “Se non lo faccio giocare, non può giocare, è chiaro. Sono l’allenatore e decido io chi gioca e chi no. Quattro giorni fa non poteva nemmeno andare in panchina, e oggi non era una finale. Sarà l’attaccante titolare, come gli ho detto. Non ho problemi con nessuno. Capisco che chi non gioca non sia contento, e lo capisco, ma è una decisione basata sulle circostanze. Era la cosa più logica, naturale e di buon senso non rischiare un’altra partita tra tre giorni. Sono molto tranquillo e ho la coscienza pulita. Non mi importa se i giocatori non sono d’accordo con le mie decisioni”.

(Foto: realmadrid.com)