Baggio scuote il calcio italiano: “Pochi talenti e troppi stranieri in A. Pasadena? Un tormento”

Baggio

Il Divin Codino torna a parlare e lo fa con la consueta lucidità e profondità d’animo. In una lunga e intima intervista concessa alle colonne del Corriere della Sera, Roberto Baggio ha analizzato il momento storico del calcio italiano, mettendo nel mirino le cause della mancata qualificazione al Mondiale e le recenti delusioni della Nazionale. Una riflessione che spazia dai problemi strutturali dei nostri settori giovanili fino ai tormenti personali legati al suo passato in maglia azzurra.

L’allarme sui giovani: “I talenti vanno protetti, servono coraggio e incentivi”

Il punto di partenza dell’analisi dell’ex fuoriclasse di Juventus, Milan e Fiorentina è la preoccupante carenza di giocatori italiani nel nostro massimo campionato, unita a un sistema che fatica a valorizzare i prodotti dei vivai.

Baggio non usa giri di parole per fotografare la situazione attuale:

“Ci sono tante cose da sistemare. I bambini non giocano più per strada. E in Serie A ci sono pochi italiani. Bisogna creare una formula che incentivi davvero l’utilizzo dei ragazzi italiani. Se devi andare a prendere un giocatore altrove e naturalizzarlo, vuol dire che in quel momento non hai trovato un italiano pronto allo stesso livello. Il talento c’è ancora, ma va cercato, protetto, valorizzato. E bisogna avere il coraggio di dargli fiducia”.

Il fantasma di USA ’94: una ferita ancora aperta

Dal presente al passato, il passo è breve. Il ricordo vola inevitabilmente a quel maledetto pomeriggio di Pasadena, all’epilogo del Mondiale del 1994 contro il Brasile. Un errore dal dischetto che ha segnato un’epoca e che, per stessa ammissione di Baggio, rappresenta una cicatrice interiore impossibile da cancellare del tutto:

“Nemmeno oggi riesco a perdonarmi completamente. So che può sembrare strano, perché il calcio è fatto di errori, ma quel momento ha pesato tanto dentro di me. Da bambino sognavo di giocare la finale dei Mondiali con il Brasile. Era un sogno antico. Ancora oggi se ci ripenso fatico a spiegarmi cosa sia successo”.

La recente eliminazione e il famoso progetto del 2011

In chiusura, l’ex numero 10 azzurro è tornato sul tema delle riforme del sistema calcistico. Dopo la recente eliminazione contro la Bosnia, in molti sono tornati a citare il famoso manuale di 900 pagine che lo stesso Baggio presentò nel 2011, ai tempi del suo incarico nel Settore Tecnico della Federazione, prima di rassegnare le dimissioni per le troppe porte chiuse:

“Non ho la presunzione di pensare che quel progetto andasse bene e bastasse a risolvere i problemi del calcio italiano. Non era solo mio, era scritto con altri bravissimi professionisti. Ho cercato di portarlo avanti, per dare i meriti a tutti loro. Poi le cose non sempre vanno come si spera”.

(Foto: figc.it)