Il Sorrento vede la salvezza, la accarezza, ma deve rimandare ancora l’appuntamento con la certezza aritmetica. Al “Italia” finisce 1-1 contro l’Atalanta Under 23, con i rossoneri avanti per gran parte della gara e raggiunti solo nel finale da un rigore che lascia più di qualche dubbio.
La squadra di Serpini parte con personalità e trova il vantaggio a metà primo tempo grazie a Sabbatani, autore di una conclusione potente e precisa dalla distanza dopo un recupero alto di Capezzi. Il gol accende il Sorrento, che continua a giocare con ordine e intensità, concedendo poco agli ospiti e sfiorando anche il raddoppio.
L’Atalanta U23 prova a reagire, ma nella prima frazione si scontra con un Harrasser attento e con una difesa compatta. I bergamaschi si rendono pericolosi soprattutto con Levak, che colpisce un palo di testa, e con Ghislandi, fermato da un intervento decisivo del portiere rossonero.
Nella ripresa il ritmo cala e la gara diventa più bloccata, con poche occasioni nitide. Il Sorrento sembra in controllo, ma nel finale arriva l’episodio che cambia tutto: l’arbitro, richiamato dal VAR, assegna un calcio di rigore all’Atalanta per un presunto tocco di mano in area. Dal dischetto Cisse non sbaglia e firma il pareggio.
Nel recupero, nervi tesi e proteste, con l’espulsione dello stesso Serpini dalla panchina. A complicare ulteriormente il quadro arriva anche il risultato dagli altri campi, che nega ai costieri la salvezza anticipata.
Nonostante l’amarezza, il Sorrento resta padrone del proprio destino: basterà un punto nell’ultima giornata per conquistare la permanenza in Serie C. Una missione ancora tutta da completare, ma ormai a un passo.





