Il dramma di Schuurs: “Speravo di non svegliarmi più. Ora voglio il ritorno più bello di sempre”

Schuurs

Il calcio sa regalare gioie immense, ma può anche spingere un atleta nel baratro più oscuro in una frazione di secondo. È quello che è successo a Perr Schuurs. L’ex difensore del Torino ha rotto un silenzio durato due anni e mezzo, affidando al quotidiano olandese De Telegraaf il racconto straziante del suo calvario fisico e, soprattutto, psicologico. Dal grave infortunio al ginocchio dell’ottobre 2023 fino alla rinascita attuale, il classe ’99 ha svelato i demoni affrontati durante il periodo più buio della sua vita.

L’infortunio e il mistero medico: un incubo a occhi aperti

Tutto è iniziato il 21 ottobre 2023, durante la sfida tra Torino e Inter, con la rottura del legamento crociato. Un trauma grave, ma tristemente comune nel calcio moderno. Eppure, per Schuurs l’operazione è stata solo l’inizio di un inspiegabile incubo medico.

Nonostante l’intervento sembrasse riuscito, il ginocchio ha iniziato a tormentarlo:

“Non mi sarei mai aspettato che potesse succedere a me. Sembrava che fosse andato tutto bene, ma dopo una settimana ho avuto una reazione nella parte esterna del ginocchio. Morivo dal dolore. Invece di quattro settimane, ho camminato con le stampelle per quattro mesi. A quel punto sono scattati tutti i campanelli d’allarme”.

Un dolore acuto e persistente che ha spinto il giocatore a consultare i massimi esperti europei, in Inghilterra, Francia, Italia e Olanda, senza però mai trovare la reale causa del problema.

Il crollo psicologico: “Massacrato mentalmente”

L’impossibilità di guarire e il dolore costante hanno inevitabilmente intaccato la salute mentale del ragazzo. Schuurs ha raccontato di essersi spaventato per la persona che stava diventando, arrivando a toccare il fondo della disperazione:

“Ero caduto dall’apice della mia carriera e dalla fase più bella della mia vita privata nel burrone più profondo, uno di cui non sapevo nemmeno l’esistenza. Il calcio è la mia vita; quando ti infortuni e finisci in una situazione senza via d’uscita, vieni massacrato mentalmente”.

L’apice della crisi si è manifestato con attacchi di rabbia e pianto incontrollabile, culminati in una frase raggelante rivolta alla fidanzata Roos in una notte di totale sconforto: “Dormi bene e spero di non svegliarmi più”. Un grido d’allarme che la compagna ha saputo cogliere immediatamente, spingendolo a cercare il supporto urgente di uno psicologo.

Oggi, guardandosi alle spalle, il difensore chiarisce con lucidità quei momenti, allontanando l’ombra del suicidio:

“Non ho mai pensato di togliermi la vita. Amo troppo la mia ragazza e la mia famiglia per farlo. Ma quei pensieri mi attraversavano la mente”.

L’addio al Torino e il sogno del grande ritorno

Il supporto psicologico è stato fondamentale non solo per accettare la realtà, ma anche per ritrovare la motivazione. Nel mese di febbraio, le strade di Schuurs e del Torino si sono separate in modo consensuale. Un addio che l’olandese spiega senza alcun rancore verso la società granata, elogiandone anzi il comportamento:

“Il club ha deciso di incassare i soldi dell’assicurazione. Era un loro pieno diritto. Mi hanno continuato a pagare lo stipendio per due anni, mentre dopo sei mesi avrebbero dovuto versarne solo la metà”.

Oggi Perr Schuurs è uno svincolato in cerca di riscatto. L’obiettivo è ritrovare la perfetta forma fisica entro la fine di giugno per rimettersi sul mercato e riprendersi la propria vita calcistica, supportato dall’amore di Roos e dai messaggi di incoraggiamento di ex compagni come Daley Blind (“Conoscendoti, ne uscirai sicuramente più forte”).

La chiosa dell’intervista è un inno alla resilienza, un misto di lacrime e speranza:

“Penso di essere nato per riuscirci. Voglio fare il ritorno più bello di sempre. Mi sto concentrando sull’obiettivo di essere in perfetta forma a fine giugno. Poi cercherò una squadra. Quando ci penso, mi vengono le lacrime agli occhi. D’altra parte, è doloroso che sia solo un sogno. È come se non avessi vissuto per due anni e mezzo”.

(Foto: torinofc.it)