Caos Chelsea, Cucurella non ci sta: “L’addio di Maresca ci ha rovinati”

Cucurella calciatore Chelsea

La stagione del Chelsea continua a far discutere, tra un’instabilità tecnica cronica e decisioni societarie che hanno lasciato più di qualche perplessità all’interno dello spogliatoio. A squarciare il velo sulle dinamiche interne di Stamford Bridge ci ha pensato Marc Cucurella. Il terzino sinistro della Nazionale spagnola, in una lunga intervista concessa in esclusiva alla testata britannica The Athletic, ha tracciato un bilancio agrodolce degli ultimi mesi dei Blues, soffermandosi in particolar modo sul traumatico addio di Enzo Maresca, tecnico capace di riportare il club sul tetto del mondo.

Il percorso di crescita e i dubbi iniziali

L’avventura dell’allenatore italiano sulla panchina londinese non era iniziata nel migliore dei modi. Eppure, proprio attraverso le difficoltà fisiologiche di un nuovo progetto, la squadra era riuscita a compattarsi e ad assimilare una precisa identità tattica. Cucurella ha ricordato quei momenti, sottolineando l’importanza del tempo nel calcio moderno:

“Con Enzo Maresca alla guida eravamo più stabili, perché abbiamo lavorato insieme per 18 mesi. Se guardi il nostro primo pre-campionato con lui (il Chelsea vinse solo una volta in sei amichevoli, perdendone tre), c’erano dei dubbi. Serve un processo affinché ogni giocatore capisca cosa deve fare”

Il Mondiale per Club e la stoccata alla dirigenza

Il culmine del ciclo Maresca è coinciso con il trionfo nel Mondiale per Club, suggellato dalla netta vittoria per 3-0 in finale contro il Paris Saint-Germain. Un trofeo che aveva cementato il gruppo, rendendo l’esonero e il successivo valzer di panchine un colpo durissimo da assorbire per i giocatori.

Senza usare mezzi termini, l’esterno spagnolo ha criticato apertamente la scelta dei vertici societari di interrompere bruscamente il progetto a stagione in corso, gettando la squadra in un vortice di instabilità:

“Nei nostri ultimi mesi con Maresca, giocavamo quasi a memoria. Se cambiavamo sistema, sapevamo cosa fare. Serve quel tempo. Sapevamo cosa Maresca voleva da noi. Vincere un titolo come il Mondiale per Club (battendo il PSG 3-0 in finale) aiuta anche a rafforzare il legame, si creano ottimi rapporti durante i festeggiamenti. Quando un allenatore ti dà quella fiducia e ti offre l’occasione di lottare per i titoli, moriresti per lui. Il momento in cui Maresca se n’è andato ha avuto un grande impatto su di noi. Sono decisioni prese dal club. Se avessi deciso io, non avrei fatto questa scelta. Per un cambiamento del genere, la cosa migliore è aspettare la fine della stagione. Daresti a tutti, ai giocatori e al nuovo allenatore, il tempo di prepararsi, fare un pre-campionato completo… L’instabilità intorno al club deriva da questo, in sintesi. Abbiamo avuto prima un traghettatore, poi un nuovo allenatore, con nuove idee e senza tempo per lavorarci. È andata così”

Un’ammissione di impotenza che fotografa alla perfezione il delicato momento di transizione in casa Chelsea, dove i continui ribaltoni tecnici sembrano aver minato le certezze costruite con fatica negli ultimi 18 mesi.

(Foto: chelseafc.com)