Tebas dichiara guerra alla pirateria: “Usiamo l’IA. E 40 euro al mese non sono troppi”

Tebas

Il calcio europeo serra le fila contro il “pezzotto”. In un recente vertice tenutosi a Parigi, che ha riunito i vertici dello sport francese, ha preso la parola anche il presidente de LaLiga, Javier Tebas. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di fare fronte comune contro la pirateria audiovisiva, un cancro che drena risorse vitali al sistema calcio causando perdite stimate attorno ai 400 milioni di euro annui (una cifra che sfiora l’intero introito dei diritti tv della Ligue 1).

Il massimo dirigente del calcio spagnolo ha colto l’occasione per illustrare la dura battaglia intrapresa dalla sua lega, svelando i dettagli di un piano strategico che punta a smantellare le reti criminali alla base del fenomeno.

L’ombra dei criminali informatici e la rete piramidale

LaLiga ha deciso di non limitarsi a colpire il consumatore finale, ma di puntare direttamente al vertice della piramide. Secondo Tebas, l’infrastruttura illegale è gestita da vere e proprie organizzazioni transnazionali, capaci di aggirare rapidamente i blocchi tradizionali:

“Non ci sono grandi differenze fra i due paesi su questo fronte, in questi anni siamo riusciti a ottenere due sentenze sul problema della pirateria e siamo stati in grado di bloccare dinamicamente i contenuti durante gli eventi dal vivo, mentre in Francia questo blocco è più lento. – ha spiegato Tebas come riporta Footmercato – Purtroppo i pirati sono più avanti di noi ed è per questo fondamentale comprendere come arrivare a loro e alla fonte iniziale. Abbiamo individuato gruppi di criminali informatici che controllano tutto, come in una struttura piramidale, e che operano in Kurdistan, Bulgaria, Armenia e Cina. Sono gruppi che operano ai massimi livelli, che hanno strumenti per sviluppare una tecnologia sempre più avanzata per sfuggire ai controlli”.

Prove inconfutabili e rapidità di esecuzione

Per contrastare una minaccia così tecnologicamente avanzata, la Spagna ha operato un drastico cambio di mentalità, investendo quasi 12 milioni di euro per creare una sinergia tra tribunali, aziende tecnologiche e fornitori di telecomunicazioni. Questa rete ha permesso di ridurre la pirateria del 60%, agendo con tempestività chirurgica:

“Per bloccare questi contenuti servono prove, non è possibile bloccare un indirizzo IP o un servizio IPTV senza prove di pirateria. Bisogna procurarsi il numero del fornitore di hosting, le foto e poi condividere queste prove con i nostri partner. Tutto può succedere in tre minuti. Quello che blocchiamo in Spagna non riguarda solo La Liga, ma anche la Ligue 1, la Formula 1, Netflix”.

L’ausilio dell’Intelligenza Artificiale e i costi per i tifosi

Il segreto di questa efficienza risiede nell’utilizzo di software e algoritmi di ultima generazione in grado di tracciare le migrazioni degli indirizzi pirata. In chiusura di intervento, Tebas ha poi affrontato il tema spinoso del costo degli abbonamenti legali, spesso additato dai tifosi come giustificazione per il ricorso alle IPTV illecite. La sua risposta non lascia spazio a interpretazioni:

“Bisogna agire velocemente perché possono passare rapidamente da un IP all’altro e per farlo noi utilizziamo anche l’intelligenza artificiale. Ora stiamo lavorando sulle reti peer-to-peer, si tratta di reti informatiche interconnesse e ogni giorno blocchiamo 30.000 indirizzi IP in Spagna, inclusi 9.000 servizi IPTV. – conclude Tebas parlando dei costi degli abbonamenti – 40 euro al mese, che corrispondono a 10 euro a weekend e 3 euro al giorno, non sono una cifra elevata per l’intrattenimento”.

(Foto: laliga.com)