Sul futuro dello Stadio Diego Armando Maradona si continua a discutere, ma senza passi concreti. Come evidenzia il Corriere del Mezzogiorno, il progetto di riqualificazione è stato effettivamente inoltrato alla FIGC, ma resta ancora senza una base fondamentale: la copertura economica.
L’idea, ribattezzata “DAM”, punta a trasformare l’impianto in una struttura moderna e adeguata agli standard internazionali, anche in vista di UEFA Euro 2032. Tuttavia, al di là degli annunci istituzionali, manca ancora chiarezza su tempi e risorse.
Il problema dei fondi
Il punto centrale resta quello dei finanziamenti. Il Comune ha chiesto circa 200 milioni di euro alla Regione Campania, ma – sottolinea il Corriere del Mezzogiorno – al momento non esiste alcuna certezza sull’effettiva disponibilità di queste risorse. Si parla di fondi europei e di sviluppo, ma senza indicazioni precise su quando e come arriveranno.
Scadenze e scenari
Il tempo, però, non è infinito. Entro il 31 luglio dovranno essere presentate tutte le garanzie tecniche ed economiche per sostenere la candidatura. Sul tavolo ci sono due ipotesi:
- un progetto più ambizioso, legato agli Europei, con uno stadio esclusivamente calcistico
- una versione ridotta, per adeguare l’impianto senza stravolgerlo
A complicare tutto c’è anche il possibile incrocio con altri eventi internazionali, che richiederebbero soluzioni opposte, come il mantenimento della pista d’atletica.
La distanza tra Comune e club
Nel frattempo, resta netta la distanza con Aurelio De Laurentiis, che continua a guardare all’ipotesi di un nuovo stadio in un’altra zona della città, senza voler investire sul Maradona. Una divergenza che rallenta ulteriormente qualsiasi sviluppo concreto.
Tra annunci e realtà
Per ora, l’unico intervento realmente previsto riguarda la riapertura del terzo anello, con un aumento della capienza. Per il resto, come sottolinea il Corriere del Mezzogiorno, il progetto resta sospeso tra dichiarazioni e attese.
E mentre altre realtà europee accelerano sulla costruzione e ammodernamento degli impianti, Napoli continua a muoversi in un limbo fatto di idee e promesse. Il rischio è che, ancora una volta, il tempo passi senza trasformare i progetti in realtà.





