Un monologo assoluto. Jannik Sinner continua a riscrivere la storia del tennis azzurro e mondiale, staccando il pass per la finale del Masters 1000 di Madrid. Il numero 1 del mondo ha annichilito il talentuoso francese Arthur Fils con un netto 6-2, 6-4 in un’ora e 26 minuti di gioco. Domenica alle ore 17:00, l’atto conclusivo lo vedrà opposto a Sascha Zverev, uscito vittorioso dalla sfida contro la sorpresa Blockx (6-2, 7-5).
Un match a senso unico: “Mi sta uccidendo”
Sul cemento della Caja Mágica, Sinner ha offerto probabilmente la sua miglior versione nel torneo. Impressionante soprattutto la qualità in risposta: aggredendo costantemente la debole seconda palla di Fils (fermo ad appena il 39% di prime nel set d’apertura), l’azzurro ha subito indirizzato il match. A certificare il dominio totale è stato lo stesso tennista transalpino, ripreso in un momento di sconforto mentre si rivolgeva al suo angolo guidato da Goran Ivanisevic:
“He’s killing me” (“Mi sta uccidendo”).
Nel secondo parziale, nonostante un Fils più coraggioso e capace di alzare le percentuali al servizio, il muro di Jannik non ha tremato. Sul 4-4, Sinner ha sferrato l’attacco decisivo, strappando il break con un rovescio lungolinea chirurgico e chiudendo poi la pratica al servizio. Numeri alla mano, la prestazione in battuta del campione altoatesino rasenta la perfezione: solo 10 punti concessi e nessuna palla break offerta all’avversario.
Numeri da leggenda e una striscia infinita
A fine match, l’analisi del numero 1 al mondo è racchiusa in una battuta lapidaria che fotografa la sua incredibile tranquillità agonistica:
“È stata un’ottima giornata in ufficio”.
I numeri, d’altronde, parlano per lui. Si tratta della 22ª vittoria consecutiva in un tour de force clamoroso iniziato lo scorso 7 marzo. Dopo i trionfi a Indian Wells, Miami e Montecarlo, Sinner raggiunge la finale anche nell’unico Masters 1000 che ancora gli mancava in bacheca. La vittoria su Fils è anche la numero 350 in carriera, un traguardo che gli permette di affiancare i mostri sacri di questo sport: è la sua quinta finale consecutiva in un torneo di categoria 1000 (impresa riuscita in passato solo a Djokovic e Nadal) e, soprattutto, gli consente di centrare la finale in tutti i primi quattro Masters 1000 della stagione, un record che condivideva solo con Roger Federer (2006) e Rafael Nadal (2011).





