Riforma calcio, il disegno di legge: debiti, vivai e poteri al commissario

Il tema del commissariamento della FIGC entra ufficialmente nel dibattito politico con un disegno di legge a firma del senatore Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia, dal titolo “Disposizioni per il potenziamento dei vivai e la sostenibilità del sistema calcio”. Un testo che, dietro una cornice di riforma strutturale, contiene una proposta destinata a far discutere: la gestione straordinaria della Federcalcio.

Secondo quanto riportato nel documento, l’idea si inserirebbe nel più ampio piano del ministro Andrea Abodi per intervenire su un sistema considerato in forte crisi. Il progetto prevede infatti l’affidamento temporaneo della governance federale a un commissario nominato dal Coni, aprendo di fatto a una fase straordinaria della durata iniziale di due anni, prorogabile fino a tre.

Un sistema giudicato in crisi

La relazione alla base del disegno di legge descrive un quadro critico del calcio italiano, supportato da dati economici e strutturali. Il sistema professionistico registrerebbe perdite superiori ai 730 milioni di euro annui, mentre il debito complessivo sarebbe stimato in 5,5 miliardi. Dal 1986 a oggi, 194 società sarebbero state escluse dai campionati per problemi economico-finanziari. Inoltre, la Serie A viene definita tra i campionati più “anziani” d’Europa, con un’età media elevata e una bassa percentuale di minuti giocati da calciatori Under 21 eleggibili per la Nazionale.

Il nodo del commissariamento

Il cuore della proposta è l’articolo 7, che introduce il commissariamento straordinario della FIGC. Il Coni avrebbe trenta giorni dall’entrata in vigore della legge per nominare un commissario scelto tra profili istituzionali o accademici di alto livello, con pieni poteri sugli organi federali. Il commissario potrebbe intervenire anche sullo statuto e sulle riforme strutturali senza necessità di approvazione da parte delle Leghe, con la sospensione del cosiddetto “diritto di intesa”, introdotto nel novembre 2024 e ritenuto uno degli elementi che avrebbero rallentato le riforme del sistema.

Riforma economica e nuovi fondi

Il disegno di legge interviene anche sulla struttura economica del calcio. Una quota del 2% delle scommesse sportive verrebbe destinata alla FIGC, con una ripartizione vincolata: almeno il 50% ai settori giovanili, il 30% alla lotta alla ludopatia e il restante 20% al calcio femminile e alle scuole calcio dilettantistiche. Previsto anche un fondo alimentato dal 10% delle sanzioni legate al contrasto al cosiddetto “pezzotto”, mentre sul fronte dei costi si propone un tetto alle commissioni degli agenti, fissato al massimo al 7% a carico dei club.

Un sistema sotto accusa

Il testo evidenzia inoltre come il sistema calcistico italiano sia caratterizzato da una forte presenza di interessi contrapposti all’interno degli organi federali, con una frammentazione che renderebbe complessa qualsiasi riforma strutturale. La proposta di commissariamento nasce dunque come risposta alla difficoltà del sistema di autoregolarsi e di attuare riforme già più volte discusse ma mai pienamente realizzate.

Iter e ostacoli politici

L’eventuale approvazione del provvedimento appare comunque complessa. Il percorso parlamentare si preannuncia lungo e le resistenze delle Leghe calcistiche e dei club di Serie A potrebbero rappresentare un ostacolo significativo. Il governo, tuttavia, ha posto il tema al centro del dibattito istituzionale, aprendo di fatto una nuova fase di confronto sul futuro della governance del calcio italiano.