Il sogno di una nuova casa per il Napoli inizia a prendere forme sempre più concrete. La società partenopea, guidata in prima linea dal presidente Aurelio De Laurentiis, sta spingendo sull’acceleratore per chiudere l’accordo con i vertici di Kuwait Petroleum Italia (Q8) relativo all’acquisto dei terreni su cui dovrebbe sorgere il nuovo avveniristico impianto sportivo.
L’area strategica messa nel mirino dal club è l’ex raffineria di San Giovanni a Teduccio, situata nella zona orientale del capoluogo campano. Stando a quanto riportato da Il Mattino, le parti avrebbero già siglato una prima lettera d’intenti e individuato uno spazio di circa 25 ettari, già bonificato e pronto per la riqualificazione. Restano da limare importanti dettagli economici, con la valutazione dei terreni che potrebbe aggirarsi oltre i 20 milioni di euro, ma la trattativa procede spedita. L’obiettivo, una volta incassato anche il definitivo via libera urbanistico da parte del Comune, è quello di completare i lavori in tempi record: si stima che dalla posa della prima pietra possano bastare tra i 24 e i 30 mesi per rendere lo stadio operativo.
Un impianto moderno e da vivere tutti i giorni: 70mila posti e 120 skybox
Le prime indiscrezioni progettuali, seguite dallo studio Gau Arena e presentate al tavolo tecnico, raccontano di un impianto di respiro internazionale, concepito per vivere ben oltre i fatidici novanta minuti della partita. Il nuovo stadio dovrebbe garantire una capienza di circa 70.000 spettatori, impreziosita da 120 skybox dedicati all’hospitality di altissimo livello. Il masterplan prevede inoltre la realizzazione di ampie zone parcheggio per 5.000 vetture, la creazione di nuovi parchi pubblici e una totale riorganizzazione della viabilità locale. Una vera e propria cittadella dello sport, fruibile dai tifosi e dai cittadini sette giorni su sette.
Il restyling del Maradona per Euro 2032 e la cittadella di Qualiano
L’imponente progetto per il nuovo stadio non ferma però i piani di ammodernamento del Diego Armando Maradona. L’attuale casa degli azzurri resta infatti una delle sedi candidate dalla FIGC e dal Governo per ospitare le partite di Euro 2032, torneo che l’Italia organizzerà congiuntamente alla Turchia. Per adeguare l’impianto di Fuorigrotta agli standard UEFA, il Cipess ha recentemente sbloccato un tesoretto di 150 milioni di euro.
In parallelo, il club lavora senza sosta anche per le strutture d’allenamento. La task force presidenziale è infatti giunta alle battute finali per l’acquisizione delle aree necessarie alla costruzione del nuovo centro sportivo a Qualiano. Il progetto comprende un’ampia riqualificazione del territorio circostante lo stadio Santo Stefano e, nonostante resti da superare l’ultimo scoglio legato alle intese economiche con i proprietari dei lotti, la fumata bianca sembra essere sempre più vicina.





