Rinasce la Turris, l’entusiasmo di Langella e Flammia: “A Torre del Greco per vincere e fare calcio seriamente”

Giuseppe Langella, neo presidente della Turris, si presenta alla stampa e ai tifosi

Torre del Greco torna a respirare calcio e lo fa stringendosi attorno alla nuova proprietà che vede Giuseppe Langella in prima linea (ex Nola e Juve Stabia). All’ex palestra Gil è andato in scena il primo assaggio della piazza, accompagnato da un caloroso abbraccio della tifoseria corallina. In città c’è voglia di riscatto, di riabbracciare il professionismo: obiettivo che la nuova società si è prefissato.

A dettare la linea del nuovo corso sono stati il neo presidente Giuseppe Langella e il direttore generale Daniele Flammia, che hanno tracciato la rotta senza nascondersi.

L’appello di Langella: “Voglio riportare un calcio vincente”

Accolto da cori e applausi scroscianti, il patron ha esordito con grande rispetto verso la storia della piazza:

“Voglio chiedere il permesso a voi. Siete il cuore pulsante. Chiedo il permesso di essere il presidente della Turris”, ha dichiarato Langella, promettendo di ripagare la passione della città. Rivendicando la totale e unica proprietà del club, l’imprenditore ha invocato l’aiuto dei tifosi e delle istituzioni per costruire fondamenta solide, spiegando con chiarezza i motivi che lo hanno spinto all’ombra del Vesuvio: “C’erano altre piazze che mi hanno corteggiato. La voglia di andare in queste piazze come tappabuchi no. Voglio fare un progetto serio”.

Mercato, stadio e il ritorno in Serie D

La ripartenza tecnica avverrà dal campionato di Serie D, un palcoscenico che Langella considera stretto e che si augura di poter abbandonare quanto prima. Sul fronte societario, il presidente ha ufficializzato l’organigramma, confermando l’arrivo di mister Domenico Giampà e del direttore sportivo Ciro Raimondo. Le prime mosse di mercato sono già state ultimate con gli arrivi del portiere Montalto, del centrocampista Berardocco, del giovane terzino Lo Iacono e dell’attaccante Estrella. Tutti ex Nola che andranno a comporre lo zoccolo duro della rosa che sarà affidata a Giampà.

Flammia e la missione per il logo storico

A fare eco alla determinazione del presidente è intervenuto il direttore generale Daniele Flammia:

“Al centro del progetto ci sarà orgoglio ma ci vuole umiltà. I giocatori che verranno dovranno essere prima uomini e poi calciatori”, ha sentenziato il dirigente, fissando un dogma imprescindibile per chiunque indosserà la casacca corallina. Flammia ha poi affrontato la delicata e attesissima questione relativa al recupero della denominazione storica e del logo originale, vero patrimonio della gente: “Siamo al lavoro. C’è bisogno di 50-60 giorni”.

Un iter burocratico complesso, per il quale la dirigenza ha comunque garantito il massimo sforzo possibile.

(Foto: ilmeridianosport.it)