Il presidente del Torino Urbano Cairo ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, affrontando apertamente i temi caldi legati alla rifondazione della Nazionale italiana. Le sue dichiarazioni fanno luce sulle dinamiche politiche interne alla Federazione e sulle scelte cruciali compiute da Giovanni Malagò per la nuova guida tecnica azzurra.
Il retroscena su Maldini e il nodo sponsor per Pirlo
Il patron granata ha svelato i retroscena legati ai primissimi profili sondati nelle scorse settimane per i vertici del Club Italia. Cairo ha ricostruito le mosse iniziali di Malagò, orientato in un primo momento verso altre figure dirigenziali e tecniche, prima del repentino cambio di rotta.
Il presidente ha chiarito i motivi del mancato accordo con due leggende del calcio italiano:
“Sappiamo come sono andate le cose. Malagò ha voluto indicare prima il direttore tecnico, impegnandosi a convincere Maldini, e poi sulla scelta di Pirlo e il problema dello sponsor russo legato alle scommesse è caduto tutto”.
Le responsabilità di Malagò e il disastro Mondiale
L’attenzione si è poi spostata sulle enormi pressioni che circondano l’intero movimento calcistico nazionale. L’Italia arriva dal pesantissimo fardello di ben tre mancate qualificazioni ai Mondiali, una striscia negativa che il patron definisce senza mezzi termini un vero e proprio disastro sportivo.
In questo scenario complesso, la figura di Giovanni Malagò diventa centrale. Originariamente candidato presidente della Lega Serie A e supportato successivamente da altre componenti, assume ora la totale paternità del nuovo corso. Cairo gli ha rivolto un sincero in bocca al lupo, sottolineando l’urgenza di ottenere risultati immediati in una competizione impegnativa come la Nations League, fondamentale per proteggere il ranking azzurro.
Il rimpianto della Lega per Antonio Conte
La chiosa finale dell’intervista riguarda le preferenze maturate all’interno della Lega Serie A per il ruolo di Commissario Tecnico. Cairo non ha nascosto la sua profonda stima per Antonio Conte, ritenuto l’uomo ideale per rilanciare le ambizioni del gruppo e dare una forte scossa all’ambiente.
Le divergenze di vedute sulle strategie federali emergono chiaramente dalle parole del numero uno del Torino:
“Io lo avrei scelto perché è necessario dare un impulso forte all’attività, in modo da partire subito bene. Conte lo stimo, aveva già fatto bene in Nazionale, una Nazionale che non era chissà cosa, specie in attacco. Era motivato, poteva essere l’uomo giusto. Vero, in Lega c’era una propensione per Conte ct, Malagò ha scelto diversamente”.





