Dalle pagine di Sports Illustrated arriva la verità di Rasmus Hojlund. L’attaccante del Napoli ha deciso di raccontare i mesi che hanno preceduto il suo approdo in azzurro, svelando i dettagli di un addio amaro al Manchester United e l’entusiasmo per la sua nuova avventura sotto il Vesuvio.
L’addio ai Red Devils: “Non c’era spazio”
Hojlund non usa giri di parole per descrivere la fine della sua esperienza inglese. “Lo United mi ha fatto capire chiaramente che non rientravo nei piani per quest’anno” ha confessato il danese. Tra l’esclusione dal progetto e la mancanza del calcio europeo, la scelta è stata obbligata: “Io sono giovane, devo giocare a calcio. Per questo ho visto il trasferimento come una grande opportunità”.
Il retroscena di mercato: “Volevo solo Napoli”
Una volta metabolizzata la rottura con gli inglesi, Hojlund non ha avuto dubbi sulla destinazione. “Il Napoli ha visto l’opportunità di prendermi e non appena ho sentito il loro interesse, sono stato chiaro con il mio entourage: volevo solo andare lì”. Una dichiarazione d’amore che conferma quanto la piazza azzurra fosse la priorità assoluta per il bomber.
Il fattore Conte: “Basta una chiamata”
Decisivo, come spesso accade, è stato il ruolo di Antonio Conte. Hojlund racconta il primo contatto con il tecnico salentino: “È stata una conversazione breve, ma molto bella. Penso che sia un allenatore incredibile, ha fatto cose positive ovunque sia andato”.
L’ammirazione per il mister è totale: “È stato un fattore determinante. Quando ti chiama uno come Conte, devi solo dire di sì”.
Lukaku: da avversario a idolo
Infine, un passaggio dolce sul compagno di reparto Romelu Lukaku, definito non solo un collega ma un modello. “Rom è un ragazzo fantastico. Non lo conoscevo di persona, avevo solo scambiato due parole con lui in campo e a casa conservo una sua maglia”. Hojlund chiude con un’investitura importante: “È un po’ un idolo per me, l’ho sempre ammirato”.
(Foto: sscnapoli.it)





