José Mourinho torna a parlare a tutto campo e, in un’intervista al Corriere dello Sport, affronta diversi temi legati alla sua carriera, dal Real Madrid alla Roma, passando per le vicende che hanno coinvolto il Manchester City e il calcio internazionale.
Mourinho e la battuta sul Manchester City
Sulla condanna del Manchester City per le violazioni contestate al club, Mourinho ha scelto ancora una volta l’ironia. “Preferisco riderci un po’ su, perché credo che alla fine arriveremo a una conclusione. Ma noi due, che siamo sulla sessantina, dobbiamo avere la fortuna di essere ancora qui quando arriverà la sentenza definitiva, perché ora arriverà una sentenza e poi ci sarà un ricorso”.
Il portoghese ha poi ricordato anche la propria esperienza al Real Madrid negli anni del caso Negreira e ha citato lo scandalo arbitrale emerso in Turchia.
Mourinho e il possibile ritorno al Real Madrid
Mourinho ha parlato anche del rapporto mai interrotto con il Real Madrid e delle voci che in passato lo hanno accostato nuovamente alla panchina dei Blancos: “Normalmente prima c’è il contatto e poi iniziano le voci. Qui è stato esattamente il contrario: le voci sono iniziate quando non c’erano assolutamente contatti”.
Il tecnico ha poi ribadito il legame con il club spagnolo: “Il mio legame con il Real Madrid dura da tredici anni. Da quando me ne sono andato, sono sempre rimasto in contatto. Madrid è tornare a casa grazie al legame emotivo con un club che si distingue per la classe”.
“Allenerò finché sarò in salute”
Sul futuro della sua carriera, Mourinho non sembra avere intenzione di fermarsi: “Oggi la carriera di un allenatore è molto più breve: arrivano rapidamente e se ne vanno rapidamente. Non esiste più così tanto quel prototipo di allenatore di lunga carriera. Allenerò finché sarò in salute. Il DNA non cambia. Possono cambiare molte cose, ma il DNA no”.
Mourinho e il ricordo della Roma
Spazio anche alla sua esperienza sulla panchina della Roma, con Mourinho che ha ribadito il legame con il club e con la tifoseria: “Non esiste e non esisterà mai una parola mia contro la Roma o contro la sua proprietà: quando esco, esco pulito e con un sentimento che sarà per sempre casa mia”.
Sulla Conference League conquistata nel 2022 ha aggiunto: “La Conference vinta nel 2022 ha rappresentato per la Roma qualcosa di unico. La finale di Budapest è il punto massimo della connessione con la tifoseria”.
Infine, il rapporto con la proprietà e l’epilogo della sua esperienza giallorossa: “Io ho pagato con il rapporto con la proprietà che aveva un profilo diverso dal mio e un approccio diverso che ho avuto per quella finale. Il giorno della finale a Budapest sono stato esonerato: quando sono ritornato dalle vacanze ero già morto”.





