Il procedimento giudiziario che vede protagonista il Manchester City continua a gettare un’ombra imponente sul presente e sul futuro del calcio d’oltremanica. Con ben 114 capi d’accusa pendenti e una contestazione complessiva di circa 1,2 miliardi di dollari legata a presunte irregolarità finanziarie, la vicenda terrà banco con ogni probabilità almeno fino al prossimo febbraio. Nel frattempo emergono retroscena clamorosi sui tentativi di mediazione andati in scena dietro le quinte.
Stando a quanto rivelato da un’inchiesta di Bloomberg, la dirigenza dei Citizens avrebbe tentato di intavolare una complessa trattativa con i vertici della Premier League prima del verdetto previsto durante la sosta per le Nazionali, proponendo il pagamento di una maxi multa record per archiviare il contenzioso.
L’obiettivo del club: sventare retrocessione e revoca dei trofei
L’iniziativa del club rispondeva alla necessità di scongiurare a monte le sanzioni sportive più estreme ventilate negli ultimi mesi. Sul tavolo delle potenziali penalità, infatti, gravano minacce pesantissime: dall’ipotesi di una retrocessione d’ufficio alla cancellazione dei titoli vinti negli anni oggetto d’indagine.
Tuttavia, il tentativo di accordo si è spento sul nascere. Le ragioni del naufragio risiedono in una divergenza di fondo: la continua e pubblica rivendicazione di totale innocenza da parte del City si è scontrata con la linea intransigente della Premier League, che ha respinto al mittente ogni ipotesi di accordo economico o scorciatoia burocratica, intenzionata a far valere l’intero iter della giustizia sportiva.





