Il sipario cala sul campionato della Lazio con un successo interno per 2 a 1 contro il Pisa, ma il clima all’ombra del Colosseo è tutt’altro che festoso. La vittoria maturata nell’ultima giornata all’interno di uno Stadio Olimpico desolatamente vuoto, a causa della perdurante contestazione del tifo organizzato, non basta a cancellare le scorie di una stagione tremendamente complicata. Il nono posto finale in classifica rappresenta la sintesi di un’annata vissuta costantemente sulle montagne russe, fiaccata da un’evidente mancanza di continuità nei risultati e, soprattutto, logorata da profonde tensioni interne che hanno inevitabilmente condizionato il rendimento dei calciatori sul rettangolo verde.
L’orgoglio per la squadra e l’amarezza per un’annata logorante
Al termine dei novanta minuti, Maurizio Sarri si è presentato davanti ai microfoni per tracciare un bilancio profondamente lucido. L’allenatore toscano ha voluto innanzitutto fare scudo attorno ai propri giocatori, elogiandone la tenuta mentale e morale di fronte alle innumerevoli difficoltà ambientali vissute negli ultimi mesi:
“Ho ringraziato la squadra per questa stagione devastante. Hanno sbagliato qualche partita ma non hanno mai mollato. Non sono la squadra più forte che ho allenato tecnicamente, ma sicuro quella con i valori migliori. Sicuramente questa è stata la stagione più difficile da quando sono in Serie A, per tantissimi motivi. Abbiamo tirato fuori un’annata dignitosa, abbiamo fatto 29 punti nel girone di ritorno. Un’annata come questa è formativa, forse era meglio se fosse capitata a un allenatore di 40 anni che a me (ride, ndr)”.
Il futuro in bilico e l’ombra del vertice societario
Tuttavia, le incomprensioni con i vertici dirigenziali rappresentano il vero e spinoso nodo da sciogliere in vista della prossima stagione sportiva. Nonostante un contratto ancora in essere per un’ulteriore annata, la permanenza del tecnico sulla panchina capitolina appare avvolta in una fitta nebbia. Sarri non ha affatto nascosto il proprio disappunto per la gestione delle dinamiche interne, lanciando un messaggio inequivocabile ai vertici del club e rimandando ogni decisione definitiva all’imminente e decisivo vertice:
“Non so come andrà perché sono ancora sotto contratto, nelle prossime settimane valuteremo. Io non sono particolarmente contento perché quest’anno non mi sono sentito ascoltato. Sarebbe un discorso troppo lungo, che sarebbe meglio fare con la società a quattr’occhi”.
Un faccia a faccia che si preannuncia infuocato e che delineerà in modo irreversibile le future strategie della sponda biancoceleste del Tevere.
(Foto: sslazio.it)





