Spalletti e il mondo Juventus: “Nessun dubbio sul rinnovo. Elkann è prezioso”

Luciano Spalletti allenatore Juventus

Il presente e il futuro della Juventus portano la firma di Luciano Spalletti. Subentrato in corsa lo scorso novembre per sostituire Igor Tudor, il tecnico toscano si è guadagnato sul campo un rinnovo contrattuale fino al 30 giugno 2028, diventando il pilastro del nuovo progetto tecnico bianconero. Intervistato sulle pagine di Tuttosport, l’allenatore ha tracciato un bilancio del suo percorso a Torino, svelando le motivazioni che lo hanno spinto a legarsi a lungo termine con la Vecchia Signora:

“Cosa mi ha spinto ad accettare? Principalmente la fiducia nella squadra. Poi quella in me stesso e infine la storia del club. […] Qui c’è bellezza, non ho avuto alcuna titubanza o dubbio. Ci ho messo un attimo a volermi confrontare con questo mondo, poi è maturata la possibilità di rinnovare e di iniziare a gettare delle basi per il lavoro che verrà”.

Un lavoro che procede sotto l’occhio attento della proprietà. Spalletti ha esaltato la vicinanza di John Elkann, spesso presente allo Stadium: “Ha una dote in particolare: la semplicità, quella che ti permette di entrare subito in contatto con chi si ha di fronte. Per me è stato un incontro prezioso”. Una presenza che si è tradotta anche nel recente annuncio di un aumento di capitale da 250 milioni di euro: “Mi sento ancora più responsabilizzato nella mia professione, c’è un po’ di pressione in più. […] La proprietà interviene per garantire stabilità al club: la famiglia ha molto a cuore la Juventus”.

Il campo: il ko con il Sassuolo e l’equilibrio mancante di Vlahovic

L’avvio di campionato ha portato in dote 10 punti nelle prime cinque giornate. Un ruolino di marcia positivo, seppur macchiato dalla dolorosa sconfitta contro il Sassuolo. Il tecnico predica calma, consapevole che il processo di maturazione richiede tempo: “È in atto un cambiamento. […] Vedo delle cose corrette per riprendere quel livello, quel ritmo e quel gioco di squadra che l’anno scorso abbiamo fatto vedere per diverso tempo”.

Sul fronte del mercato estivo, la copertina è stata inevitabilmente presa dall’addio di Dusan Vlahovic, volato in Turchia al Besiktas (dove ha già collezionato 5 reti in 5 partite). Sull’attaccante serbo, Spalletti ha offerto una lucida disamina caratteriale:

“Per esprimere il 100% del suo valore deve raggiungere la tranquillità. Deve trovare un equilibrio personale, perché si incasina da solo: se gli dai troppo gas e se gliene dai troppo poco. È questione di equilibrio, di temperatura emotiva da trovare”.

L’esaltazione di Yildiz: “Un leader. Ha la stessa follia di Kvara”

Le parole più dolci dell’intervista sono state riservate a Kenan Yildiz. Il talento turco ha stregato Spalletti, che non ha esitato a scomodare paragoni illustri, sia dal punto di vista tecnico che da quello della leadership all’interno dello spogliatoio:

“Ogni sua giocata è un manufatto di ingegno. È uno che rompe il sistema: non sa neanche lui cosa possa fare. […] Per me è accostabile a Kvara: ha bisogno solo di giocare un altro po’, ma lo vedo molto simile negli imprevisti che viene a creare. Leader? Sì, gli riconoscono lo scettro: è un bravissimo ragazzo, semplicissimo, proprio quello della porta accanto. Ma è leader. Non deve per forza parlare alla squadra. Ho avuto Nestor Sensini all’Udinese: non diceva una parola. Nemmeno salutava a volte. Ma il suo carisma costringeva tutti a seguirlo”.