Il momento storico della Juve Stabia richiede polso fermo, nervi saldi e grande coesione. A tracciare la rotta in casa gialloblù, nel bel mezzo delle turbolenze legate alle vicende societarie e alla conseguente penalizzazione in classifica, è intervenuto direttamente il tecnico Pietro De Giorgio. L’allenatore delle Vespe ha fatto il punto della situazione a trecentosessanta gradi, lanciando un messaggio di forte responsabilità all’intero ambiente per trasformare le avversità in benzina agonistica.
L’impatto delle vicende societarie e la reazione del gruppo
La recente scossa dirigenziale e l’handicap in classifica hanno inevitabilmente pesato sul morale, ma il confronto con gli amministratori giudiziari ha riportato serenità all’interno dello spogliatoio. De Giorgio ha sottolineato l’importanza di compattare tutte le anime del tifo stabiese attorno alla squadra:
“Questa situazione societaria ci deve responsabilizzare. È stato un brutto colpo, ma l’incontro con gli amministratori giudiziari ci ha tranquillizzato. Città e squadra si devono unire ancora di più, ne abbiamo bisogno. Noi faremo di tutto per salvarci. Abbiamo un gruppo forte, che si è unito ancora di più. La classifica dispiace vederla così, ma analizzeremo tutto per risalire”.
Gerarchie in porta, fase difensiva e i leader dello spogliatoio
Il tecnico ha poi fatto chiarezza sulle gerarchie tra i pali, preannunciando una scelta definitiva nel breve termine e confermando l’assenza per infortunio di Pietrangeli: “Sui portieri ci sarà poca rotazione. Boer ha fatto bene, Vismara sono curioso di vederlo e avrà qualche opportunità. Tra un mese sceglierò il titolare definitivo”.
L’analisi si è poi spostata sulla fase di non possesso e sulla singolare anomalia statistica che vede i gialloblù concedere pochissimo in area ma subire gol balistici da fuori, un aspetto su cui lavorare assieme alla sterilità emersa nel match contro il Cesena (“Tanto possesso palla e un solo tiro in porta, questo non mi piace”). Per superare l’impasse, De Giorgio si affiderà ai pilastri carismatici della rosa: dalla leadership silenziosa di Di Nardo al carisma di Maistro, passando per l’attitudine alla lotta di Bellich e Candellone, fino all’importanza umana e tecnica di elementi trascinanti come Sibilli, Piscopo e Buglio.





