Le confessioni di fine stagione dei grandi protagonisti del calcio regalano spesso verità nascoste, destinate a incendiare le prime settimane della sessione estiva dei trasferimenti. A rompere un lunghissimo silenzio mediatico è Federico Chiesa, protagonista di una clamorosa e approfondita intervista concessa alle colonne de La Gazzetta dello Sport. L’esterno classe 1997 ha deciso di riavvolgere il nastro della sua carriera recente, analizzando senza filtri la complessa parentesi vissuta oltremanica e svelando clamorosi retroscena sulla fine del suo rapporto con il calcio italiano. Un’annata, quella appena archiviata in Premier League con la maglia dei Reds, che lo ha visto recitare un ruolo decisamente marginale sul rettangolo verde, collezionando l’esiguo bottino di appena 318′ complessivi di gioco, impreziositi comunque da due reti e un assist.
Il blocco del Liverpool e la gestione di Slot
L’avventura in terra inglese era iniziata sotto i migliori auspici, prima che una serie di dinamiche tecniche ne penalizzassero il cammino nella seconda metà. Chiesa ha spiegato la parabola vissuta ad Anfield e il muro eretto dalla società durante la sessione invernale: “Ero partito bene, con minuti e gol, ed ero contento. L’annata invece è terminata in maniera diversa da come me la sarei aspettata. Ma il calcio è anche questo. Dall’inizio del 2026 ho giocato veramente poco. Col Liverpool ho un gran rapporto, a gennaio il club e Slot mi dissero che non potevo andare via, c’era bisogno di me anche per una questione numerica. Eravamo in emergenza. Ho capito la situazione e sono rimasto col sorriso, si parla sempre di Liverpool, lo scorso anno mi hanno fatto vincere la Premier. Eppure…”.
La verità sull’addio alla Juventus e il sogno del ritorno
Il passaggio più tagliente e doloroso dell’intera intervista è legato indubbiamente al suo burrascoso addio alla Torino bianconera. Il calciatore ha voluto smontare pezzo per pezzo la narrazione mediatica nata attorno alle sue presunte e spropositate richieste d’ingaggio, esprimendo il forte dispiacere per la mancata qualificazione in Champions League della sua ex squadra e svelando come andò realmente il faccia a faccia con la dirigenza e con il tecnico Thiago Motta: “Mi è dispiaciuto che non sia andata in Champions la Juventus. Con l’arrivo di Spalletti, che ho avuto il piacere di conoscere in Nazionale, avevano di nuovo equilibrio. Alla fine è andata male. Mi piacerebbe tornare in bianconero. Io non me ne sarei mai andato. Si è anche detto che pretendessi molti soldi, ma la verità è un’altra: non mi è mai stato offerto il rinnovo. Non ne abbiamo nemmeno parlato. Giuntoli e Thiago Motta mi hanno detto: “Fede, non ci servi: trovati una squadra”. Mi è andata bene, sono ripartito da una delle top 5 al mondo come il Liverpool. Però la Juventus è sempre nel mio cuore e vorrei tornarci. Non ho mai parlato di soldi con la Juve e mai lo farò”.
L’asse di mercato con l’Inter: la spia Curtis Jones
Nel corso del colloquio con la rosa dei giornalisti, Chiesa ha anche vestito insolitamente i panni dell’uomo mercato, confermando le insistenti voci che vorrebbero l’Inter sulle tracce del suo compagno di squadra nei Reds, il talentuoso centrocampista Curtis Jones. Il laterale azzurro ha ammesso di aver sponsorizzato caldamente il nostro Paese agli occhi del compagno: “Jones mi ha chiesto solo come si vive in Italia. Gli ho detto che si sta benissimo e il meteo è migliore di Liverpool, che a parte quello è un posto speciale. Jones è davvero forte tecnicamente, fa bene l’Inter a pensarci”. Una promozione in piena regola che potrebbe agevolare i piani del club di Viale della Liberazione.
Il futuro tra gli Stati Uniti, il nuovo tecnico Iraola e la tentazione Como
Il futuro immediato dell’ex esterno juventino resta un rebus tutto da decifrare, legato a doppio filo alla necessità impellente di ritrovare quella continuità sul campo che è mancata nell’ultimo biennio. Chiesa ha tracciato la tabella di marcia estiva, che lo vedrà volare oltreoceano prima del confronto definitivo con la dirigenza inglese e con il neo-insediatosi manager Andoni Iraola: “Voglio giocare, se non trovo continuità in Premier la devo cercare altrove. Il primo anno di Liverpool non ho praticamente giocato e nell’ultimo poco e nulla. Andrò in ritiro negli Usa, poi parlerò col club e col nuovo tecnico Iraola e vedremo. Sono aperto a tutto, l’important è giocare. Non ho la presunzione di dire: devo essere titolare. Sono pronto a giocarmi il posto, ovunque”.
In chiusura non è mancata una battuta d’elogio sul Como, club che si è recentemente affacciato sulle sue tracce e per il quale l’esterno spende parole di grandissima stima tecnica: “Como? Fabregas è un allenatore top, nessuno si sarebbe mai immaginato un Como così: squadra bella anche da vedere”. I fili del mercato sono tirati, la Serie A è avvisata: Federico ha voglia di riscatto e di grande calcio.
(Foto: liverpoolfc.com)





