In molte culture antiche il numero sette indicava completezza, totalità e compimento di un ciclo. Probabilmente gli antichi sapevano leggere il futuro e sapevano già che un giorno questo numero potesse essere incarnato pienamente dalla squadra azzurra.
Consapevolezza di sé e paura di niente e di nessuno, un gruppo unito come la corazzata di Leonida, che con organizzazione e coraggio seppe resistere all’imponente impero persiano.
IL NUMERO SETTE NELLA VITTORIA DI IERI SERA
Questo numero si ripete nella vittoria del Maradona, sette come il minuto in cui Rasmus Hojlund torna a segnare e lo fa da attaccante vero.
Sette come il numero sulla maglia del tarantolato Neres che in questo momento è il miglior giocatore della Serie A, con giocate da vero carioca e sprint di memoria “lavezziana”.
Sette come le vittorie negli ultimi sette anni al Maradona contro la vecchia Signora. Quello che era per tanti anni un tabù, ora è diventata una piacevole abitudine.
Sette le partite giocate finora al Maradona con il solo Como uscito indenne dal fortino di Fuorigrotta. KO Cagliari, Pisa, Genoa, Inter, Atalanta e la succitata Juventus.
Sette come gli infortunati che mancavano ieri sera, col centrocampo ridotto all’osso. Meret, Gutierrez, De Bruyne, Anguissa, Lobotka, Gilmour e Romelu Lukaku, con un squadrone fuori gli azzurri hanno conquistato nove punti in tre partite complicate come quelle contro Atalanta, Roma e Juventus. Un bottino incredibile, che probabilmente nessun’altra squadra in A sarebbe riuscito ad ottenere con le stesse defezioni.
LA RICERCA E LA SCOPERTA DI UN NAPOLI PROFONDO ED AFFAMATO PIU’ DI PRIMA
Il numero Sette simboleggia anche l’esplorazione delle parti più intrinseche dell’esistenza fino a giungere alla scoperta, non solo del suo scopo, ma anche del suo significato più profondo.
Ed è proprio quello che ha fatto il mister insieme ai suoi uomini, hanno scavato nel proprio inconscio. In questo nuovo Napoli che s’è generato, tutti sembrano essere esattamente al posto giusto come in una scacchiera che premia tutte le pedine. Un equilibrio impressionante che ha rimosso quanto accaduto a Bologna, quasi sembra essere un’altra stagione.
Adesso, però, testa alla Champions League per ipotecare i play-off e poi volare a Riyadh e giocarsi al meglio la Supercoppa Italiana.
(Foto:sscnapoli.it)





