Gravina: “Serve unità. De Laurentiis disse no”

Le dichiarazioni di Gravina sul caso Allegri-Oriali

L’ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss, tracciando un bilancio della sua esperienza alla guida della Federazione e affrontando alcuni dei temi più delicati del calcio italiano, dalle riforme strutturali fino al rapporto con i presidenti dei club.

Gravina ha riconosciuto i progressi compiuti dal movimento calcistico nazionale negli ultimi anni, pur sottolineando come restino ancora margini di crescita: “Il calcio italiano è cresciuto e ha raggiunto livelli importanti, ma può e deve migliorare ancora”. Un percorso che, secondo l’ex numero uno federale, è stato spesso frenato da logiche individuali e da interessi contrapposti, elementi che hanno rallentato il processo di rinnovamento.

Ripercorrendo il periodo alla guida della FIGC, Gravina ha ricordato alcuni dei risultati ottenuti, dalla gestione dell’emergenza pandemica fino al trionfo dell’Italia a Euro 2021, passando per i successi delle nazionali giovanili e l’assegnazione di Euro 2032, definita una grande occasione per rilanciare il sistema calcio italiano anche sul piano organizzativo.

L’ex presidente ha poi parlato del tema riforme, evidenziando come siano stati numerosi i tentativi di cambiare formato ai campionati. “Ho presentato diciassette proposte di riforma, ma senza unità di intenti diventa difficile andare avanti”, ha spiegato, puntando il dito contro il cosiddetto “diritto di veto”, che a suo avviso impedisce di prendere decisioni condivise per il bene collettivo.

Tra gli argomenti affrontati, anche la possibile riduzione della Serie A a 18 squadre, proposta sostenuta da diversi grandi club italiani. Gravina ha rivelato che Juventus, Milan, Inter e Roma si erano espresse a favore, mentre Aurelio De Laurentiis aveva votato contro: “È un dirigente brillante, con cui mi confronto sempre volentieri, ma su questo tema era contrario”.

Un passaggio anche sulla questione dei diritti televisivi, con Gravina che ha ricordato come gli accordi siano già stati definiti fino al 2029, rendendo molto complesso qualsiasi intervento immediato sulla materia.

Infine, un accenno ad Antonio Conte, nome accostato al futuro della Nazionale: Gravina ha evitato di sbilanciarsi, pur spendendo parole di stima nei confronti del tecnico salentino: “Lo conosco bene, è una persona straordinaria, ma sarebbe scorretto commentare decisioni che spettano al prossimo presidente federale”.

Le dichiarazioni di Gravina fotografano un calcio italiano ancora diviso sulle grandi riforme, con idee differenti anche tra i presidenti dei club più influenti. Il confronto sulla riduzione della Serie A e sulla modernizzazione del sistema resta aperto, ma senza una convergenza comune il cambiamento rischia di restare ancora lontano.