Calzona a cuore aperto: “A Napoli un malumore diffuso. Osimhen? Non si allenava mai”

Victor Osimhen con la maglia del Napoli

L’ex tecnico azzurro Francesco Calzona torna a parlare della sua breve ma intensa parentesi all’ombra del Vesuvio. Intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss, l’allenatore ha tracciato un bilancio lucido e senza filtri di un’annata a dir poco turbolenta, segnata da pesanti spaccature interne, un mercato non all’altezza e il malcontento generale dei senatori. Nonostante le enormi difficoltà ambientali, però, l’amore per la piazza partenopea resta immutato e incrollabile.

L’amore per la città: “Tornerei domani mattina”

Il legame tra Calzona e la città campana va ben oltre i complicati risultati sportivi. L’accoglienza calorosa che continua a ricevere per le strade testimonia un affetto reciproco che le intemperie della sua gestione non hanno minimamente scalfito:

“Napoli ce l’ho nel cuore, ho un rapporto eccellente con i tifosi azzurri. Ogni volta che torno in città, tante persone mi fermano: per questo Napoli la sento come casa. Io ci ritornerei anche domani mattina, senza alcun dubbio. Nessuno può permettersi di rifiutare Napoli.

Mercato fallimentare e spogliatoio spaccato

Analizzando le cause del tracollo di quella squadra, l’ex CT della Slovacchia punta il dito su una campagna acquisti invernale che non ha portato i frutti sperati e su un gruppo ormai logoro e in aperto conflitto con i vertici dirigenziali:

“Sicuramente, come dimostrano i fatti, già a giugno erano tutti fuori e questo ha inciso moltissimo, oltre a tutte le difficoltà presenti: giocatori in contrasto con la società, gente che pensava solo ad arrivare in fondo alla stagione, a chiuderla, davvero tantissimi problemi. Ma soprattutto c’è da dire che quei 5-6 acquisti fatti non si sono rivelati all’altezza di giocare in quella stagione e, a fine anno, sono stati tutti esclusi dal progetto. È rimasto soltanto Ngonge che, alla fine, è rimasto l’anno scorso ma di fatto ha giocato pochissimo, mentre quest’anno è stato ceduto.”

A questo scenario già compromesso, si aggiungevano i malumori palesi dei top player, divenuti veri e propri casi spinosi da gestire nella delicata quotidianità di Castel Volturno:

“Quindi bisogna partire da lì, da quello che era il problema principale, e poi da tutte le difficoltà interne: c’era un malumore diffuso, problemi con la società, Osimhen che non si allenava mai, Kvara che non era felice. Insomma, potrei elencare davvero molti problemi.”

Un’esperienza comunque formativa

Al netto di un contesto esplosivo, Calzona non rinnega nulla. L’opportunità di guidare i campioni d’Italia uscenti gli ha fornito un bagaglio di esperienza inestimabile, supportato da rapporti umani che, assicura l’allenatore, sono rimasti ottimi sia con il parco giocatori che con la stanza dei bottoni:

“Sinceramente non immaginavo di trovarmi in una situazione così complicata, però è stata comunque un’esperienza molto positiva. Ho imparato tantissimo e non ho mai avuto problemi con i calciatori, con nessuno in assoluto, e questo mi fa piacere. Lo stesso vale per la società: ho un ottimo rapporto con la dirigenza e con il presidente, però è stata davvero una stagione sfortunata”

(Foto: sscnapoli.it)