Il conto alla rovescia per la supersfida dell’Allianz Stadium si avvia alla conclusione. A presentare il big match tra Juventus e Napoli dalle colonne de La Gazzetta dello Sport è un maestro d’eccezione come Fabio Capello, che ha analizzato i temi caldi del confronto tra due squadre appaiate in classifica a quota 14 punti ma reduci da momenti d’animo diametralmente opposti.
Secondo l’ex allenatore friulano, la bilancia della pressione pende inevitabilmente dalla parte della panchina bianconera:
“La pressione sarà soprattutto su Spalletti. Il Napoli è reduce dalla vittoria col Monza, la Juventus dalla brutta sconfitta di Marassi. Per Luciano è fondamentale questa partita. Per stasera mi aspetto di vedere il Napoli dominante dei tempi migliori”.
“Allegri ha faticato a rimotivare il gruppo. Su Spalletti pesa di più l’ombra di Conte”
Proseguendo nella sua disamina, Capello si è soffermato sul percorso avviato in estate da Massimiliano Allegri all’ombra del Vesuvio e sui problemi incontrati nel trasmettere subito la propria carica agonistica al gruppo partenopeo:
“Max è al Napoli da pochi mesi e penso che abbia faticato più del previsto a rimotivare i giocatori e a convincerli che si può vincere un altro scudetto”.
Diverso il giudizio sul percorso di Luciano Spalletti, da un anno esatto alla guida della Vecchia Signora: “Mi sarei aspettato di più, in tutti i sensi. Luciano lavora alla Juventus da un anno esatto, in estate ha concordato il mercato con i dirigenti e per questo me lo sarei immaginato meno in difficoltà. Invece… L’ombra di un possibile ritorno di Antonio Conte? Max è appena arrivato e ha ereditato la squadra da Antonio. È un peso più grande per Luciano, che è alla Juventus da un anno…”.
Il fattore Yildiz e i limiti del gioco bianconero
Infine, Capello ha individuato nella rinuncia forzata al talento di Kenan Yildiz la chiave di lettura principale dei recenti stenti tattici della formazione torinese:
“La sensazione è che con l’infortunio di Yildiz siano emersi i problemi che prima erano nascosti dalla qualità del dieci. Senza la fantasia del turco sono venuti fuori i limiti dei bianconeri. Non c’è gioco, non c’è spirito”.





