Kevin De Bruyne si racconta in esclusiva al Corriere dello Sport, rispondendo alle domande di Fabio Mandarini. Il centrocampista belga del Napoli ha affrontato diversi temi: dal suo primo anno in azzurro al futuro, passando per l’infortunio, il rapporto con Antonio Conte, l’arrivo di Massimiliano Allegri e il possibile approdo di Gabriel Jesus.
Il traguardo dei 200 gol
De Bruyne è ormai a un passo da un importante traguardo personale: i 200 gol in carriera. Il numero 199 è arrivato sabato contro il Genoa: “No, ma è bello scoprirlo. Gioco da 18 anni, tanto tempo, ma ovviamente fa piacere raggiungere questo traguardo”.
Proprio la rete contro il Genoa ha riacceso anche il dibattito sull’episodio con Vasquez, dal quale è scaturito il calcio di rigore: “Penso che sia fifty fifty, dipende da che angolazione la guardi: dalla mia, venivo da un lato e lui è venuto verso di me. Comunque la si voglia vedere, sono rimasto un po’ sorpreso ma fa parte del gioco. Le persone parlano tanto, a me non interessa”.
Il primo anno al Napoli
Il bilancio della prima stagione italiana è inevitabilmente condizionato dal lungo infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per diversi mesi: “Ho iniziato bene, ma l’infortunio ha rovinato l’intera stagione: rientrare a marzo e recuperare il ritmo quando tutti sono al top della forma è dura. Quando mi sono fermato eravamo primi e stavo giocando bene, ma se perdi cinque mesi cosa puoi dire?”.
Il futuro in azzurro, invece, resta ancora da definire. De Bruyne ha infatti un’opzione per prolungare il rapporto con il Napoli: “Dipende. Per ora ho un’opzione per un altro anno e non c’è fretta di parlarne. Come ho detto, voglio essere felice, la mia famiglia deve essere felice e il club deve essere felice. Vedremo a marzo o giù di lì”.
Il futuro e l’ipotesi ritiro
A 35 anni, il centrocampista belga non esclude nessuna possibilità. La decisione sul futuro verrà presa stagione dopo stagione, ascoltando soprattutto le proprie sensazioni: “A volte pensi di smettere oppure di giocare altri cinque anni. A 35 anni puoi valutare di stagione in stagione a seconda di come ti senti e delle sensazioni. Per me è importante divertirmi, stare bene e che la mia famiglia sia felice”.
De Bruyne ha poi spiegato come immagina la propria vita una volta terminata la carriera da calciatore: “È lo stesso. Quando decideremo che sarà finita, magari tra uno, due o tre anni, potrò viaggiare e sciare, giocare a golf e stare con i bambini. Al City ho preso la licenza Uefa A e B e mia moglie mi dice: sarai un buon allenatore. Quando smetterò le ho detto che per uno o due anni non farò nulla, e comunque non penso di voler allenare. Forse lavorerò nel calcio, ma nel management. Mi piace anche il business”.
L’infortunio non lo ha però portato a pensare concretamente a un addio immediato al calcio: No, in quel momento no. Ma a volte ci penso. Penso al mio futuro, ai miei figli che non sono più piccolissimi e a quale sia la decisione migliore da prendere per il futuro. Tutto normale in questa fase della mia carriera”.
“Mai pensato di lasciare il Napoli”
Durante l’estate si è parlato a lungo della possibilità di un addio al Napoli. De Bruyne smentisce però categoricamente di aver preso in considerazione questa eventualità: “Mai. Mai detto questo. Il fatto è che quando dico qualcosa sono molto diretto, ma a volte alla gente non piace e ci ricama sopra tante storie. Tutta l’estate a parlare di “Kevin qua, Kevin là”. Non sapevano dove fossi e dove fosse la mia famiglia. Tengo molto alla mia privacy”.
Il rapporto con Conte
Non è mancato un passaggio sul rapporto con Antonio Conte e sulle difficoltà incontrate nel corso della stagione: “Succede, non è un grande problema: non puoi legare con tutti nella tua carriera e va bene così. Non sono l’unico, a volte le persone hanno visioni diverse del calcio. Tutto normale”.
Su Gabriel Jesus al Napoli, con il quale ha condiviso cinque stagioni al Manchester City. Il belga ha parlato delle caratteristiche che l’attaccante brasiliano potrebbe portare in azzurro: “Qualità. Qualità in attacco con la palla, nel gioco di sponda e nella manovra. Probabilmente è un profilo che non abbiamo, diverso rispetto a Rasmus o Lorenzo. Se arrivasse, potrebbe aiutarci. Anche con l’esperienza: sa come si vince. È importante, vedremo cosa accadrà”.
Infine, De Bruyne ha evidenziato le differenze tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri, suo attuale allenatore: “Conte è molto rigido, più focalizzato sul rapporto professionale. Calcio, calcio, calcio. Pensa solo al calcio. Non c’è connessione personale con i giocatori. Allegri invece è un po’ più sciolto, più informale, e da quanto ho potuto vedere cura di più il legame personale. Ogni allenatore è diverso dall’altro e io ho lavorato con tanti allenatori diversi”.
Le parole di De Bruyne restituiscono così il quadro di un giocatore concentrato sul presente, ma anche consapevole che la fase finale della propria carriera richiederà scelte ponderate. Il futuro al Napoli resta aperto, con l’opzione per un’altra stagione ancora sul tavolo, mentre il belga ribadisce soprattutto un concetto: la priorità è stare bene, divertirsi e mantenere felice la propria famiglia.





