Il Como non si ferma più. Con un rotondo 5-0 ai danni del Pisa guidato da Oscar Hiljemark, i biancoblù consolidano il quarto posto in classifica, sognando a occhi aperti l’accesso alla prossima Champions League. Nel post-partita, ai microfoni di DAZN, Cesc Fabregas ha analizzato il match, partendo proprio dal traguardo europeo per poi rivolgere un commosso e doveroso pensiero alla società.
La dedica a Michael Hartono e il sogno Champions
Le prime parole del tecnico spagnolo sono state un omaggio sentito a Michael Hartono, patron del club scomparso pochissimi giorni fa. Una perdita gravissima che ha segnato profondamente tutto l’ambiente lariano:
“Ci sono vittorie e vittorie, oggi per noi era la vittoria più importante: abbiamo perso una persona importante per la società e volevamo mostrare rispetto. Oggi è importante ricordare Michael Hartono e mandare un abbraccio alla famiglia”.
Sull’ambizione europea che sta infiammando la piazza, Fabregas mantiene i piedi per terra, elogiando la ferrea programmazione del club:
“La nostra Champions è quella del valore e dell’umiltà di lavorare in una società seria con una visione del futuro”.
L’analisi tattica e l’infortunio di Rodriguez
Analizzando il netto 5-0 contro i toscani, l’allenatore ha sottolineato la maturità tattica dimostrata dai suoi ragazzi in una sfida dalle dinamiche inedite rispetto alle uscite più recenti:
“Una partita diversa dalle ultime, abbiamo attaccato lo spazio nei primi due gol e dopo ci sono due scelte: la squadra che ti attacca o la squadra che non si apre. Siamo stati intelligenti, è stata un’esperienza in più per continuare a crescere”.
L’unica nota stonata della magica serata del Sinigaglia è stata l’uscita anticipata di Jesus Rodriguez nel corso del primo tempo. Sulle sue condizioni fisiche, Fabregas ha fatto chiarezza:
“Ha preso due colpi, uno all’inizio e uno poco prima della mezz’ora: non poteva continuare. È un giocatore che punta sui duelli, si vedeva già dopo il primo colpo che non era a posto. Peccato, sentiva che era una partita per lui e le sue caratteristiche, ma questo è il calcio e dobbiamo andare avanti”.
Dalla Serie D ai vertici: la crescita inarrestabile del Como
A conclusione dell’intervista, l’ex centrocampista ha tracciato un bilancio del percorso straordinario del Como, ricordando da dove è partita la risalita del club e il legame viscerale che si è venuto a creare con la tifoseria:
“Si respira un’aria molto bella, la gente è soddisfatta ma tutti vogliamo di più. La gente si sta godendo il percorso, 6-7 anni fa eravamo una squadra un po’ più provinciale in Serie D, ora stiamo facendo passi in avanti con giocatori giovani ed è difficile non innamorarsi di loro per tutto quello che danno. Quando le cose vanno bene rimaniamo umili, quando non vanno bene restiamo calmi perché sappiamo dove vogliamo arrivare”.
(Foto: comofootball.com)





