L’avventura sulla panchina del Como sta confermando le enormi potenzialità di Cesc Fabregas, non solo come ex fuoriclasse in mezzo al campo, ma anche come allenatore dalla spiccata visione manageriale. Intervistato in esclusiva dal prestigioso quotidiano britannico Telegraph, il tecnico spagnolo ha tracciato un bilancio del suo entusiasmante presente in riva al lago, senza nascondere il fascino intramontabile del calcio d’oltremanica e svelando le dinamiche interne del club lombardo.
Il richiamo della Premier e la saggia lezione di Mourinho
Nonostante la totale dedizione alla causa lariana, il legame tra Fabregas e l’Inghilterra resta viscerale. Tuttavia, lo spagnolo non ha alcuna fretta di bruciare le tappe, forte di un prezioso aneddoto legato al suo passato al Chelsea sotto la guida di José Mourinho:
“La Premier League è il campionato migliore al mondo. Sono sempre stato molto, molto chiaro su questo, lo avvertivo da giocatore, lo sento oggi come allenatore e come tifoso. Ma quando ero al Chelsea un giorno José Mourinho mi disse: ‘Ho ancora 30 anni di lavoro davanti a me’. Quindi potrei restare qui a Como per 10 anni e potrei comunque arrivare in Premier League fra 12 o 15 anni. Il calcio è talmente imprevedibile, cambia tutto in un secondo. Un giorno sei il migliore e quello dopo il peggiore, quindi godiamoci il momento”.
Pieni poteri a Como: scouting, fiducia e decisioni
Il “qui e ora” di Fabregas è però un ambiente che lo appaga profondamente. A Como, l’ex centrocampista ha trovato le condizioni ideali per lavorare con un’impronta da vero e proprio manager all’inglese, forte dell’appoggio incondizionato della dirigenza per quanto riguarda la costruzione della rosa:
“Mi piace godermi il momento, è meraviglioso quello che stiamo vivendo qui e vediamo cosa ci riserva il futuro. Prendo io tutte le decisioni calcistiche e sono molto felice e fortunato di avere un presidente che si fida così tanto del mio giudizio. Questo per me è davvero importante. Il direttore sportivo sta con me quotidianamente e abbiamo la stessa visione del calcio. Per quanto riguarda i giocatori da prendere, lavoriamo con le statistiche, abbiamo il nostro scouting e cose del genere, ma è necessario che io per primo sia convinto del giocatore, che ci creda”.
Parole che sanno di investitura definitiva: Fabregas è il centro di gravità del progetto Como. E se il futuro lo riporterà un giorno in Inghilterra, il presente sorride ai tifosi lariani.
(Foto: comofootball.com)





