La linea del traguardo è visibile, ma il nastro non è ancora stato tagliato. La Cavese osserva l’attuale classifica con un cauto ottimismo, consapevole che abbassare la guardia proprio adesso potrebbe rivelarsi un errore fatale. A quota 36 punti, la formazione blufoncè si trova momentaneamente al riparo dallo spauracchio dei play-out, a testimonianza di un percorso di crescita tangibile. Tuttavia, i giochi nei bassifondi della graduatoria sono tutt’altro che chiusi e le insidie restano dietro l’angolo.
La tagliola dei play-out e la corsa a ostacoli
Norme alla mano, la forbice di punti che decreta la disputa o meno degli spareggi salvezza è ancora pienamente attiva. Le distanze attuali tra compagini come Siracusa e AZ Picerno, oppure tra Trapani e Giugliano, non sono sufficientemente ampie per neutralizzare la post-season per la permanenza in categoria. Questo significa, in sintesi, che gli scenari in zona rossa possono ribaltarsi nell’arco di novanta minuti e che nulla può essere dato per scontato.
L’ombra delle penalizzazioni e l’incrocio con il Siracusa
A rendere la volata finale ancora più indecifrabile ci pensano le aule di tribunale. Siracusa e Trapani restano infatti sotto la lente di ingrandimento della giustizia sportiva per presunte irregolarità amministrative, con il rischio concreto di incappare in punti di penalizzazione in grado di stravolgere nuovamente gli equilibri della classifica. La Cavese, però, ha recepito il messaggio: vietato speculare sulle possibili disgrazie altrui. L’imperativo è conquistare la salvezza esclusivamente sul rettangolo verde.
Con cinque giornate da disputare e quindici punti pesantissimi sul tavolo, la strategia è chiarissima: immagazzinare fieno in cascina il prima possibile. L’obiettivo tattico primario è arrivare al penultimo turno di campionato, che prevede l’infuocato scontro diretto proprio contro il Siracusa, con la permanenza in Serie C già aritmeticamente in tasca, evitando così di trasformare la sfida in un drammatico spareggio senza ritorno.
Gli aquilotti sono, insomma, gli unici artefici del proprio destino. La strada è tracciata: serve solo l’ultimo, decisivo scatto per trasformare una situazione di vantaggio in una solida certezza matematica.
(Foto: Cavese 1919)





