Il Bari ha rotto gli indugi per avviare una radicale ristrutturazione aziendale, affidando le chiavi della gestione societaria a una delle figure più autorevoli, vincenti e stimate dell’intero panorama calcistico nazionale. Il club biancorosso ha comunicato ufficialmente di aver affidato l’incarico di Direttore Generale a Pierpaolo Marino. Il dirigente irpino sbarca in Puglia forte di un curriculum monumentale, caratterizzato da storiche promozioni, intuizioni geniali sul mercato e qualificazioni europee centrate alla guida di alcune delle piazze più calde e prestigiose d’Italia. Una scelta di assoluto spessore con cui la proprietà intende blindare le proprie ambizioni future.
Il comunicato ufficiale del club di Strada Torrebella
A sancire l’inizio di questo nuovo e affascinante capitolo della storia societaria è intervenuta direttamente la nota formale del sodalizio pugliese, pubblicata per dare il più caloroso benvenuto al nuovo dirigente:
“SSC Bari dà il benvenuto a Pierpaolo Marino che assumerà l’incarico di Direttore Generale biancorosso. Classe ’54, originario di Avellino, il nuovo DG biancorosso porta con sé un bagaglio umano e professionale che ha accompagnato una lunga carriera densa di successi e soddisfazioni”.
La nota prosegue poi ripercorrendo nel dettaglio le tappe miliari di un’avventura dirigenziale iniziata alla fine degli anni Settanta proprio ad Avellino, dove Marino contribuì alla storica conquista della massima serie, categoria mantenuta poi per nove campionati consecutivi. Il comunicato del Bari ricorda con enfasi l’esperienza epica vissuta all’ombra del Vesuvio, quando affiancò la dirigenza nella costruzione del Napoli che conquistò il primo scudetto dell’era di Diego Armando Maradona, risultando una figura letteralmente determinante proprio nella complessa trattativa che portò il fuoriclasse argentino in Italia. Successivamente, la nota menziona l’eccellente terzo posto centrato alla Roma al fianco del presidente Viola, prima di un breve ritorno ad Avellino in veste di presidente per conto del gruppo Parmalat.
Dalla magia di Pescara e Udine alla rinascita del Napoli e dell’Atalanta
Il testo diffuso dal club biancorosso mette in luce la straordinaria concretezza e la leggendaria lungimiranza che hanno sempre contraddistinto l’operato di Marino sul mercato. Nei primi anni Novanta, a Pescara, firmò una sorprendente promozione in Serie A portando in Abruzzo un giovanissimo Massimiliano Allegri, Frederic Massara e il futuro capitano del Brasile, Dunga. Straordinario e innovativo è stato anche il suo storico ciclo a Udine, dove in dodici stagioni complessive ha guidato i friulani a un consolidamento stabile nei piani alti del calcio italiano, centrando ben sei qualificazioni europee di cui una nello storico tabellone della Champions League.
La propensione del manager ad accettare sfide ad altissimo coefficiente di difficoltà lo spinse nel duemilanove a sposare il progetto del Napoli della famiglia De Laurentiis che ripartiva dai dilettanti. In appena tre stagioni, Marino orchestrò la risalita totale dalla Serie C alla Serie A, centrando subito la qualificazione in Coppa UEFA e regalando al calcio italiano talenti cristallini del calibro di Ezequiel Lavezzi e Marek Hamsik. Un percorso virtuoso di programmazione e valorizzazione economica replicato in seguito anche a Bergamo, ponendo le basi strutturali per l’Atalanta che oggi meraviglia l’Europa, prima di un recente ritorno in Friuli. Oggi, questo immenso patrimonio di competenze e visione sportiva si sposta ufficialmente a Bari per ridisegnare i confini e le ambizioni del club pugliese.





