Calafiori: “Mondiale, ci andiamo. Arsenal sogno realizzato”

Riccardo Calafiori con la maglia dell'Arsenal

Riccardo Calafiori non si nasconde. A una settimana dal cruciale spareggio playoff contro l’Irlanda del Nord che deciderà le sorti mondiali dell’Italia, il difensore dell’Arsenal si è confessato a tutto tondo in una lunga intervista concessa a SportWeek. Dalla fame di vittorie con i Gunners alla profonda amicizia che lo lega a Edoardo Bove, fino ai retroscena del passato romanista con José Mourinho: il classe 2002 ha fatto il punto sul suo straordinario momento di forma e sulle sfide che lo attendono.

Il sogno Premier e la caccia ai trofei con l’Arsenal

Approdato a Londra dopo la vetrina dell’Europeo, Calafiori si è subito calato nella mentalità vincente della squadra di Arteta, un club che ha un disperato bisogno di tornare ad alzare trofei importanti: “Ne ho bisogno, ho voglia di vincere e credo sarebbe importante. Siamo un gruppo giovane, pieno di entusiasmo. Parliamo ogni giorno dei nostri obiettivi, ma percepisco grande serenità”.

La scelta di volare Oltremanica, preferendo l’Inghilterra alle lusinghe delle big italiane, è stata ponderata ma dettata dal fascino irresistibile della Premier League: “Ho sempre sognato di giocare in Inghilterra. È vero, dopo Bologna sarei potuto andare in una big italiana. Finito l’Europeo, però, il prezzo del mio cartellino è aumentato e la Wsa, l’agenzia del mio procuratore, Alessandro Lucci, mi ha spiegato che l’Arsenal mi voleva davvero. Sapevo che sarei arrivato nel campionato più difficile, ma mi sono detto che avrei sempre potuto fare un passo indietro. E poi, parliamoci chiaro: l’Arsenal è l’Arsenal, una squadra iconica, diversa da tutte le altre”

Nazionale: rotta verso l’America

Il pensiero, però, è inevitabilmente rivolto anche agli impegni con la maglia azzurra. Il pass per il Mondiale 2026 passa da Coverciano e dalla sfida decisiva contro i nordirlandesi. Il difensore predica ottimismo ed è pronto a trascinare il gruppo: “Sensazioni positive. Siamo carichi e c’è un’immensa voglia di andare al Mondiale. Non vedo l’ora di arrivare a Coverciano per passare tanto tempo con i compagni. La nostra storia ci insegna che, se riusciamo a fare gruppo, ce la giochiamo con chiunque. Anche in America: se ci arrivassimo, potrebbe succedere di tutto. Se giochiamo come sappiamo fare, andiamo al Mondiale. Sulla carta siamo superiori, bisogna soltanto credere nei nostri mezzi. In giro c’è un po’ di negatività, ma sono certo che Nazionale e tifosi remeranno nella stessa direzione. L’obiettivo è ancora alla nostra portata, dobbiamo restare compatti”

Il legame fraterno con Bove e il retroscena su Mou

La vita londinese gli ha permesso di riabbracciare un amico di vecchia data. Edoardo Bove, attualmente in forza al Watford, ha infatti scelto di vivere a due passi da lui. Un ricongiungimento che ha del romantico dopo gli anni trascorsi insieme nel vivaio giallorosso: “Abitiamo nello stesso palazzo. I centri sportivi di Arsenal e Watford sono adiacenti, quindi Edo ha cercato casa nella mia stessa zona. Credo sia destino: una vita insieme nelle giovanili della Roma, ora vicini di casa a Londra. Qualche giorno fa l’ho abbracciato e ho toccato il defibrillatore sottocutaneo, mi ha fatto un po’ strano. Invece, lui è sereno e ha voglia di spaccare il mondo. Sono contento per Edo”.

Infine, un tuffo nel passato e nel complicato rapporto vissuto con José Mourinho ai tempi della Roma, culminato con l’allontanamento dopo la clamorosa disfatta in Norvegia: “Pazzesco. Avevo staccato il telefono per un paio d’ore e, quando l’ho acceso, avevo 300 notifiche da leggere. La gente mi inviava il video con le mie statistiche pubblicato da Mou. Ero contentissimo, poi probabilmente l’ho deluso e dopo il Bodo è cambiato tutto. Doveva andare così, è stata una batosta ma mi ha aiutato a crescere”.