Benevento, Maita: “Finalmente i tre punti. Ora ecco cosa serve”

Dopo le prime tre giornate senza vittorie, il Benevento ha finalmente conquistato i primi tre punti del campionato superando l’Hellas Verona. Una vittoria arrivata anche attraverso momenti di sofferenza, ma che ha restituito fiducia alla squadra. Al termine della gara, Maita ha analizzato il momento dei giallorossi, soffermandosi sul percorso da intraprendere, sul sistema di gioco e sulla prossima sfida contro la Carrarese.

Maita: “Il calcio vive di risultati, dobbiamo fare un campionato di salvezza”

Il centrocampista ha ripercorso le prime tre giornate, caratterizzate da prestazioni che non avevano però prodotto punti: “Il calcio vive di risultati: facciamo un esordio col Modena dove se stiamo 2 a 0 nel primo tempo non abbiamo rubato nulla. Poi arrivano due occasioni contro e prendiamo due gol. Col Sudtirol facciamo 25 tiri in porta, un tiro dei bolzanini e gol. Ad Ascoli primo tempo non all’altezza, poi un secondo tempo da squadra, arriva un’ingenuità e prendi il rigore del gol e vedi tutto nero. Per noi è un campionato nuovo, l’anno scorso avevamo la sensazione di poterla vincere sempre. Se serve Kouan? Certo, servono tutti”.

Contro il Verona, invece, il Benevento ha saputo anche soffrire senza perdere l’atteggiamento giusto: “Possiamo concedere anche tanto al Verona, ci sta che ti mettano sotto, ma l’atteggiamento è stato sempre quello giusto. Dobbiamo valorizzare il modo in cui questa squadra gioca senza mollare mai. Abbiamo la voglia di non perdere. Da questo ripartirei, dobbiamo fare un campionato di salvezza, poi quello che accade accade. Rimaniamo compatti”.

L’obiettivo stagionale è dunque chiaro: “Il nostro obiettivo quest’anno è stabilizzarci in una categoria nuova e difficilissima. Fa male sentire questi attacchi al mister sul modo di giocare: col Sudtirol mai fatta una partita con tanti tiri in porta. La nostra è una squadra anche nuova che deve migliorare fisicamente. Pensiamo a far punti”.

Maita e il 4-2-3-1: “Tutto è sostenibile”

Uno dei temi affrontati riguarda il possibile 4-2-3-1 offensivo del Benevento, con Lamesta, Okereke, Cherubini e Salvemini contemporaneamente in campo: “Tutto è sostenibile, anche un 4-2-3-1 con Lamesta, Okereke, Cherubini e Salvemini. Le partite cambiano quando riesci a fare gol. Se i quattro attaccanti davanti fanno gol li puoi sostenere. Ma che Okereke non possa giocare in un 4-2-3-1 mi sembra impossibile. L’unica differenza è che se hai 4 attaccanti che riescono a fare la differenza va bene, altrimenti no. Ma questo accadeva anche in Serie C”.

Maita: “Fisicamente devo dare ancora qualcosa in più”

Il capitano ha poi parlato della propria condizione fisica, ammettendo di non essere ancora al massim0: “Devo dare ancora qualcosa in più a livello fisico, lo so anch’io, ho giocato le prime partite a 50 gradi, stavo per svenire, con le mie caratteristiche lo accuso di più. Anche l’anno scorso alle prime partite non stavo benissimo. A livello di chilometri percorsi non mancherò mai, ma in questo momento all’occhio sono sofferente, non molto fluido. Ma anche l’anno scorso stavo così. La categoria è diversa, quando sei in difficoltà si vede. Mi conosco e so che devo dare di più, ma ci arriverò un poco alla volta”.

Sul centrocampo a due o a tre, Maita ha le idee abbastanza chiare: “Per come vedo io il centrocampo, dico a due tutta la vita, mi piace guardare avanti. Ma anche a tre non è da buttare, non ho problemi. Alla base c’è sempre il fatto di stare bene fisicamente. Da play ho fatto 11 km e quattro, quindi non è che corro di meno”.

Il centrocampista ha poi rivolto un messaggio ai tifosi giallorossi: “Dico alla gente di starci vicino, non è un campionato facile. Ci saranno momenti esaltanti, ma anche altri non facili. Qui ci sono uomini veri che tengono tanto alla maglia: l’abbraccio col mister è sentito, noi vogliamo stare bene. Si stava creando un momento di negatività, so che il calcio è così. In B non c’è l’ultima in classifica: la prima può battere tutti, ma può anche perdere con tutti”.

“Se forzo una giocata è perché voglio incidere”

Maita ha affrontato anche il tema delle giocate rischiose e della tendenza a cercare soluzioni in avanti: “Non gioco mai una palla per cercare di esaltarmi, ma perché magari ho pensato che fosse un’azione importante. Ci sta sbagliare, ma l’importante è che si sbagli quando uno vuole incidere. Se ho forzato la giocata, per me era un passaggio importante”.

E sull’essere “innamorato della palla”: “Se mi sento in giornata magari un po’ lo sono, ma se si deve giocare a due tocchi lo faccio. Pure il mister di tanto in tanto mi bacchetta”. Poi il ricordo del suo vecchio direttore Giacchetta: “Per giocare al calcio, se giochi laterale in A non ci arrivi, devi giocare sempre davanti. Non mi piace giocare laterale o indietro”.

Sabato il Benevento sarà atteso dalla trasferta di Carrara, con l’obiettivo di dare continuità alla vittoria ottenuta contro il Verona: “Carrara è fondamentale, ti permette di staccare poi la spina in tranquillità. Bisogna fare punti, la quota salvezza è abbastanza alta. Questa è la B, bisogna fare più punti possibile e dare continuità a questa vittoria col Verona”.