L’attesa è ormai finita. Maurizio Sarri è pronto a vivere il suo primo impegno ufficiale sulla panchina dell’Atalanta. Domani sera, a Bergamo, la Dea affronterà l’Hapoel Tel Aviv nell’andata dei playoff di Conference League, dando ufficialmente il via alla nuova era nerazzurra. A 67 anni, Sarri non nasconde l’emozione per un debutto che arriva dopo le prime settimane di lavoro con la squadra. “Se non c’è entusiasmo è bene che uno smette, quindi quello c’è. Ho trovato un ambiente che lo trasmette, molto unito e con grande senso di appartenenza. Ci sono un po’ di farfalle nello stomaco”, ha raccontato il tecnico.
Sarri: “Siamo una squadra in divenire”
L’allenatore nerazzurro è consapevole che il percorso è appena iniziato e che servirà tempo per vedere la sua Atalanta al massimo delle proprie possibilità. “Stiamo facendo un percorso, sono contento della disponibilità dei ragazzi ma siamo una squadra in divenire”, ha spiegato Sarri, che non sottovaluta le difficoltà dell’appuntamento europeo. L’Hapoel Tel Aviv arriva infatti alla sfida con più partite ufficiali nelle gambe, un aspetto che preoccupa il tecnico: “Affrontiamo una squadra difficile, un sorteggio complicato in un momento storicamente delicato per le squadre italiane. Il percorso è appena iniziato e sarà lungo, ci preoccupa il fatto che gli avversari hanno molte più partite nelle gambe”. Il pensiero al campionato, invece, può aspettare. Nel weekend ci sarà la sfida contro il Sassuolo, ma Sarri è categorico: “Quella di domani per me è una partita importante, al Sassuolo penseremo dalle 23 di domani sera”.
De Ketelaere ancora out
Contro l’Hapoel non ci sarà ancora Charles De Ketelaere, assenza pesante per la formazione nerazzurra: “Quando manca un giocatore del livello tecnico di Charles è sempre pesante. Abbiamo però i giocatori importanti e ci facciamo affidamento”, ha spiegato Sarri. L’allenatore dovrà quindi affidarsi agli elementi che hanno completato un percorso di preparazione più lungo, in una partita che rappresenterà anche un primo test concreto per comprendere quanto la squadra abbia assimilato le nuove idee tattiche.
“Inter favorita per lo scudetto, poi 2-3 squadre”
Sarri ha parlato anche delle ambizioni in Serie A e della lotta per il titolo. L’allenatore dell’Atalanta vede una squadra davanti alle altre: “In Serie A c’è una squadra su tutte, l’Inter, e poi 2-3 che possono contendere. Noi facciamo il nostro percorso, abbiamo tante possibilità di migliorare”. Nessuna pressione eccessiva, dunque, ma la consapevolezza di avere margini importanti di crescita.
Il caso Djimsiti: “Per noi sarebbe rimasto”
Tra gli argomenti affrontati anche l’addio di Berat Djimsiti, trasferitosi in Arabia Saudita all’Al-Diriyah. Sarri ha chiarito che, dal punto di vista tecnico, avrebbe preferito continuare ad avere il difensore a disposizione: “Djimsiti ha fatto una scelta e, per tutto quello che ha fatto per questa società e per questa squadra, la società ha ritenuto opportuno accontentarlo”. Il tecnico ha poi aggiunto: “Per noi sarebbe rimasto, se la scelta fosse stata esclusivamente dell’allenatore e della società: nessuno aveva messo in discussione questo ragazzo”.
Al suo posto cresce l’attesa per Kristensen, che dovrà però adattarsi ai nuovi meccanismi: “Sembra potenzialmente un giocatore forte. Venendo da un lungo periodo in cui ha giocato in una difesa a tre con orientamento palesemente sull’avversario, avrà bisogno di un po’ di tempo per entrare nei nostri meccanismi”.
Romagnoli, Ederson e mercato: Sarri si fida di Giuntoli
Inevitabile anche il capitolo mercato. Sul possibile arrivo di Romagnoli, Sarri preferisce non sbilanciarsi: “È indelicato parlare di giocatori di altre squadre”. Il tecnico, però, ha piena fiducia nel lavoro della società e soprattutto del direttore sportivo Cristiano Giuntoli: “Ho la fortuna di avere qui Giuntoli, sicuramente uno dei direttori sportivi più attivi e più attenti del panorama. Sono sicuro che se ci saranno delle opportunità lui le prende”. Parole positive anche per Ederson, considerato un elemento fondamentale del progetto: “Lo considero un giocatore estremamente importante, ma mi aspetto che dai livelli attuali abbia grandi margini di crescita, anzi ne sono sicuro e spero di tirarli fuori il prima possibile”.
Sarri sull’Hapoel: “Da professionista devo cercare di vincere”
Infine, inevitabile una domanda sul particolare contesto della sfida contro una squadra israeliana. Sarri ha separato nettamente il proprio ruolo professionale dalle opinioni personali: “Sono qui come rappresentante di una società, sono qui come professionista e come professionista devo affrontare tutte le partite che mi mettono di fronte e devo cercare anche di vincere tutte le partite che mi mettono di fronte. Poi è chiaro che non ci riusciremo, ma questo è l’atteggiamento dei professionisti”.
Poi la precisazione: “Se me lo chiedi a me uomo, me lo devi chiedere in privato e ti dirò cosa ne penso”. Domani sera, però, parlerà soprattutto il campo. Per Sarri comincia ufficialmente l’avventura all’Atalanta: le prime “farfalle nello stomaco” lasceranno spazio alla sua nuova sfida europea.





