Milan di corto muso a Verona. Allegri: “Nessuna chiamata, il mio pensiero è qui”

Allegri e Tare: allenatore e Direttore Sportivo del Milan

Un lampo decisivo per scacciare i fantasmi e riprendere la marcia verso l’Europa che conta. Il Milan espugna il Bentegodi superando l’Hellas Verona per 0-1, al termine di una gara sofferta e risolta dal sesto centro in campionato di Rabiot. Tre punti d’oro che restituiscono ossigeno all’ambiente rossonero. Nel post-partita, Massimiliano Allegri si è presentato ai microfoni di DAZN per analizzare il match, partendo però da una doverosa precisazione sulle insistenti voci riguardanti il suo futuro in panchina.

Il futuro rossonero e il peso della vittoria

Le speculazioni di mercato non sembrano turbare la concentrazione del tecnico toscano, che ha voluto blindare la sua posizione ribadendo la totale dedizione alla causa milanista e al progetto tecnico avviato con la società:

“Intanto in questo momento qui non c’è nessuna telefonata, il mio unico pensiero è il Milan. Abbiamo iniziato un percorso insieme e continueremo insieme”.

Chiusa la parentesi extra-campo, l’attenzione si è spostata sull’analisi della sfida contro gli scaligeri. Allegri non ha nascosto le difficoltà di un match affrontato con un bagaglio psicologico pesante, dettato dai recenti passi falsi, sottolineando come l’estetica in questa fase debba necessariamente lasciare spazio al pragmatismo:

“Innanzitutto era una partita complicata perché venivamo da 2 sconfitte. A 6 giornate dalla fine c’è paura di non raggiungere l’obiettivo. Loro hanno delle folate che rischi di prendere gol. Si deve fare meglio tatticamente ma ora dobbiamo badare al sodo”.

Sacrificio collettivo e corsa Champions

Il successo di Verona porta la firma del gruppo. Il mister rossonero ha voluto esaltare l’atteggiamento della squadra, capace di compattarsi nei momenti di maggiore sofferenza per difendere il prezioso vantaggio:

“In alcuni momenti potevamo giocare più in profondità. La cosa importante è stata la partecipazione di tutti in fase di non possesso. La squadra voleva portare a casa la partita perché sapeva qual era l’importanza”.

In chiusura, la disamina si è concentrata sulle prestazioni dei singoli e sull’impatto dei cambi, guardando con misurato ottimismo alla volata per un posto nella prossima Champions League:

“Gabbia ha fatto una buona partita, ci sono situazione che si possono correggere come nel caso di Bartesaghi. Questo risultato non ci dà la certezza della Champions, ma ci fa fare un passo avanti. Leão ha fatto bene, ha servito un bel assist, quando ci è servito un giocatore con caratteristiche diverse è entrato Giménez”.

(Foto: acmilan.com)