Inizia a prendere forma la nuova vita calcistica di Carlo Ancelotti. Archiviata la gloriosa e trionfale parentesi sulla panchina del Real Madrid, il tecnico di Reggiolo si è tuffato anima e corpo nell’affascinante sfida alla guida della Nazionale brasiliana. In una lunga e interessante intervista concessa ai microfoni dell’emittente spagnola Radio Marca, l’allenatore ha svelato i retroscena che lo hanno spinto ad accettare la corte della Seleção, non nascondendo le prime fisiologiche difficoltà legate alla gestione di una rosa così ricca di talento.
L’addio a Madrid e l’accoglienza verdeoro
Il passaggio dal calcio di club a quello delle nazionali rappresenta uno snodo cruciale nella carriera del mister emiliano. Ancelotti ha confermato come la panchina del Brasile fosse l’unica opzione in grado di stimolarlo dopo l’esperienza madridista, superando anche lo scetticismo iniziale dei puristi del calcio sudamericano nei confronti di una guida tecnica straniera:
“Brasile unica destinazione possibile? Sì, credo di sì. Non avevo intenzione di andare in un altro club dopo il Real. L’opportunità della nazionale brasiliana era nata già due anni fa, poi ho rinnovato con il Madrid; l’anno scorso, però, abbiamo pensato che fosse il momento di uscire e ora sono felice. Non ho avuto dubbi. La verità è che la ‘vecchia scuola’ brasiliana ha avuto una reazione un po’ fredda verso gli allenatori stranieri ma, come ho detto, l’accoglienza da parte di tutti è stata fantastica.”
I dubbi tattici in vista della Coppa del Mondo
Superato l’impatto ambientale, l’attenzione del commissario tecnico è ora interamente rivolta al campo e alla costruzione del gruppo che dovrà dare l’assalto al prossimo trofeo iridato. Una missione che si preannuncia complessa soprattutto in fase di selezione, a causa di un evidente squilibrio strutturale tra i reparti a disposizione:
“Convocati per il Mondiale? Stilare la lista non è semplice perché ci sono molte opzioni, soprattutto in attacco. Ne abbiamo meno a centrocampo o sui terzini”.
Un rebus tattico che Ancelotti dovrà risolvere nei prossimi mesi, per presentare ai nastri di partenza della competizione iridata una squadra equilibrata, cinica e in grado di riportare il titolo in Sudamerica.
(Foto: carloancelotti.it)





