L’ombra dei playout non è mai stata così vicina. Con soli due punti di vantaggio sulla “zona rossa”, l’Avellino si approccia alla sfida interna contro il Padova con l’obbligo assoluto di invertire la rotta. Dopo la contestazione della Curva seguita al ko di Venezia, il Partenio-Lombardi si prepara a una battaglia che sa di ultima chiamata per la serenità.
La mossa del “comandante”: tocca ad Armando Izzo
Ballardini lo sa: per blindare la seconda peggior difesa del campionato serve esperienza e “cattiveria” agonistica. Ecco perché l’interrogativo principale riguarda Armando Izzo. Il difensore è tornato in gruppo e il tecnico sta seriamente meditando di lanciarlo dal primo minuto. La sua leadership potrebbe essere la chiave per dare certezze a un reparto che finora ha tremato troppo.
Centrocampo ritrovato, attacco spuntato
Se il rientro dalla squalifica di Palmiero regala ossigeno alla mediana — dove agiranno probabilmente Sounas, Palumbo e Besaggio — restano i grattacapi in avanti. Senza Tutino (squalificato) e Le Borgne, il peso del gol graverà sulle spalle di Biasci. Al suo fianco, ballottaggio aperto tra la fantasia di Insigne e la freschezza di Sgarbi.
Contro un Padova solido a quota 34 punti, l’Avellino non può più permettersi passaggi a vuoto. Sabato alle 15:00 non conterà solo la tattica, ma soprattutto il cuore per allontanare lo spettro della retrocessione.





