L’ultimo turno di campionato tra Barletta e Afragolese è stato segnato da un grave episodio di cronaca sportiva avvenuto al termine del primo tempo. Mentre le squadre rientravano negli spogliatoi, l’attaccante rossoblù Agustín Torassa è stato colpito con un pugno dal calciatore biancorosso Giancarlo Malcore, episodio che ha portato all’espulsione di quest’ultimo e al trasporto in ospedale dell’argentino.
La versione di Torassa: “Un colpo a tradimento”
Attraverso i propri canali social, Torassa ha voluto chiarire la dinamica: “Ho ricevuto un colpo a tradimento, da codardo, da parte di un giocatore avversario che non sono nemmeno riuscito a vedere. Non c’è stata alcuna discussione né rissa”. Il calciatore ha poi criticato chi tenta di giustificare l’accaduto parlando di “gara tesa”, sottolineando che la violenza non ha nulla a che fare con il calcio.
Lo ‘scontro’ tra le società
L’Afragolese ha espresso una ferma condanna, definendo l’accaduto un “grave episodio di violenza” che vanifica gli sforzi educativi del movimento calcistico e confermando che il giocatore è stato assistito all’ospedale Dimiccoli per gli accertamenti del caso.
Di contro, il Barletta ha diramato una nota in cui, pur condannando ogni forma di violenza, invita a una “lettura equilibrata“. La società pugliese ha fatto riferimento a presunti atteggiamenti provocatori di Torassa durante il match e ha minimizzato l’entità del danno fisico, citando le dimissioni ospedaliere in “codice bianco” e paragonando l’episodio ad altri scontri di gioco (come quello subito dal proprio tesserato Franco) per richiamare i valori di “lealtà e senso della misura”.
Una sconfitta per lo sport
Al di là delle ricostruzioni di parte, resta il dato di fatto di un’aggressione fisica avvenuta lontano dal terreno di gioco. Un episodio che nulla ha a che vedere con l’agonismo sportivo e che macchia una domenica di calcio. Episodi del genere sono da condannare, senza se e senza ma. Ed il comunicato del Barletta, nel tentativo di contestualizzare l’accaduto richiamando provocazioni o codici ospedalieri, cozza tremendamente con la necessaria fermezza che lo sport richiede in questi casi.





