Gattuso catechizza i suoi: “Testa al campo e lavoro. Noslin? Fondamentale”

Grinta, pragmatismo e un’attenzione maniacale a non abbassare la guardia. Ai microfoni di DAZN, Gennaro Gattuso ha analizzato senza filtri l’ultimo impegno della sua squadra, mettendo in evidenza i progressi compiuti sul piano caratteriale ma richiamando tutti a una concentrazione costante, senza lasciarsi sedurre dalla classifica:

“Mi porto a casa la mentalità. Quando non siamo aggressivi, dobbiamo imparare a fare il blocco difensivo. Oggi ci ha aiutato molto che sono rimasti in 10. Ma anche contro il Monza era successo, e avevamo comunque fatto tanta fatica. Questo è un altro step importante. Quando giochiamo con questa veemenza, quando lavori bene con le catene… mettiamo in difficoltà l’avversario”.

Vietato guardare la classifica e il ricordo delle difficoltà

Per il tecnico, l’unico mantra accettabile resta il lavoro quotidiano, rifuggendo qualsiasi calcolo o distrazione legata alla graduatoria:

“La classifica non bisogna guardarla, se no ci viene il mal di testa. Noi abbiamo solo una strada, che è quella del lavoro. Stiamo facendo cose incredibili. Ci vuole mentalità, dobbiamo continuare a lavorare. Se pensiamo di gestire, il campo ce lo mostra che quando non siamo aggressivi… Noi dobbiamo andare a pizzicare in avanti, correre, andare. Tutto parte dall’allenamento, vedremo quando prenderemo la legnata nei denti, non l’abbiamo ancora presa, ecco perché non mi voglio sbilanciare”.

Gattuso ha voluto mantenere i piedi ben per terra, ricordando da dove il gruppo è partito e blindando la memoria dei momenti bui: “Se domani attacco un cartello con scritto -15? Non attacco nulla, glielo ricordo, mancano 15 punti. Quando si prendono le mazzate nella vita, non bisogna dimenticarle. Tre mesi fa siamo usciti dal primo turno della Coppa, questo non si può dimenticare. Dovremo essere bravi quando arriveranno i momenti negativi. Quando si vince è tutto più facile”.

L’elogio a Noslin e l’attestato di stima per Inzaghi

Spazio poi a una menzione d’istinto per l’apporto prezioso di Noslin, autentico fattore di pressione e disturbo per le difese avversarie (“Non sono contento perché fa gol. Fa pressione, un giocatore così ti mette sempre pensiero. Non dobbiamo mollare su questo aspetto”), e una battuta in risposta ai complimenti ricevuti da Simone Inzaghi:

“Ringrazio Simone, mi fa piacere. La sua Lazio era forte, sia a livello difensivo che tattico era una squadra fastidiosa, me la ricordo bene. Per me è un onore, se lo dice lui è qualcosa di molto importante sia per me che per la mia squadra”.