FIGC, Malagò traccia la rotta: “Serve unità. L’Europeo 2032 lascerà strutture concrete”

Malagò candidato alla presidenza

Il commissario della FIGC, Giovanni Malagò, scalda i motori in vista delle elezioni federali in programma il prossimo 14 dicembre. In una lunga intervista concessa a Repubblica, il dirigente sportivo ha tracciato il bilancio del suo operato e delineato i punti cardine del suo programma elettorale, con l’obiettivo primario di ricompattare le varie anime del calcio italiano e guidare il movimento verso riforme strutturali urgenti.

L’appoggio della Serie A e la scelta del commissariamento

Il punto di partenza della sua candidatura è il forte e dichiarato sostegno incassato dalla massima serie. Malagò ha rivelato di aver già ottenuto rassicurazioni importanti, ribadendo la sua volontà di porsi come figura di sintesi:

“Ho già avuto modo di confrontarmi con tredici presidenti di Serie A e ho ricevuto conferme sulla fiducia nei miei confronti. Per me è un segnale importante, perché credo che il calcio italiano abbia bisogno di ritrovare unità. Il mio obiettivo non è alimentare contrapposizioni, ma trovare una sintesi tra le diverse posizioni e costruire un percorso condiviso”.

Sul controverso periodo di commissariamento, il dirigente lo difende come l’unica via d’uscita percorribile per evitare uno strappo irrecuperabile all’interno del CONI e del sistema sportivo nazionale, definendolo non un mero compromesso, ma una mossa necessaria a tutela delle istituzioni.

Le riforme per i giovani e la grande sfida degli stadi per Euro 2032

Il cuore del programma guarda però al campo e alle infrastrutture. Malagò ha posto l’accento sulla necessità di reperire nuove risorse per rilanciare il patrimonio di Coverciano e, soprattutto, per incentivare i club a puntare concretamente sui giovani talenti del vivaio italiano.

Sul tema rovente degli stadi, l’orizzonte temporale è fissato agli Europei del 2032, considerati un treno che il Paese non può permettersi di perdere: “Non possiamo limitarci a considerare il torneo come un appuntamento sportivo: deve essere anche l’occasione per migliorare le infrastrutture e lasciare qualcosa di concreto al calcio italiano, lavorando in sinergia con Governo e amministrazioni locali”.

I retroscena su Maldini, Pirlo e la panchina di Mancini

L’intervista ha offerto anche succosi retroscena sulle passate scelte tecniche. Malagò ha svelato che Roberto Mancini è sempre stato in cima alle sue preferenze per il ruolo di commissario tecnico. Per affiancarlo e gestire il Club Italia, l’idea iniziale portava a Paolo Maldini: un’intesa sfumata (e i contatti si sono interrotti), sebbene Malagò si dica pronto a un nuovo confronto chiarificatore dopo le elezioni.

Infine, un curioso aneddoto su Andrea Pirlo: l’ipotesi di coinvolgere l’ex centrocampista (proposta su cui avevano lavorato anche Maldini e Leonardo, al pari di sondaggi con Guardiola) tramontò definitivamente a causa della scoperta, in fase di valutazione, di un accordo di sponsorizzazione già in essere tra Pirlo e una società di scommesse russa, condizione giudicata incompatibile con i ruoli federali.