Questa volta il sipario è calato per davvero. La notte di Buenos Aires ha fatto da sfondo all’ultimo, emozionante atto di Lionel Messi con la maglia della Nazionale argentina. All’età di 39 anni, l’attuale attaccante dell’Inter Miami – leggenda vivente del calcio mondiale ed ex stella di Barcellona e Paris Saint-Germain – ha salutato definitivamente l’Albiceleste, chiudendo una delle pagine più gloriose e vincenti della storia di questo sport.
La cornice è stata quella delle grandi occasioni: un Estadio Monumental gremito da oltre 85mila spettatori accorsi per tributare il giusto omaggio al capitano che ha guidato l’Argentina sul tetto del mondo. L’atmosfera era già incandescente prima del fischio d’inizio, con uno spettacolare show pirotecnico che ha persino ritardato l’avvio della sfida amichevole contro il Benin.
Lo show sul campo: assist, rigore e il tributo al minuto 10
Anche nella serata dei saluti, il fuoriclasse di Rosario ha regalato l’ennesima dimostrazione di pura classe sul rettangolo verde. Il match contro la formazione africana si è concluso con un netto 3-0, interamente griffato dal numero 10: Messi ha prima dispensato due assist per i compagni, per poi mettere la propria firma personale sul tabellino trasformando con freddezza un calcio di rigore.
Il momento di massima commozione è arrivato però allo scoccare del minuto numero 10: il gioco si è ufficialmente fermato e l’intero stadio si è alzato in piedi in una standing ovation da brividi, tra cori ininterrotti, fuochi d’artificio e gli applausi scroscianti di compagni e avversari per celebrare la carriera leggendaria della Pulga.
La fine di un’era per l’Albiceleste
Con questo commiato si chiude formalmente l’era più iconica del calcio moderno. Dai primi passi mossi in Nazionale giovanissimo fino alla consacrazione totale con la vittoria della Copa América e del Mondiale in Qatar nel 2022, il percorso di Messi con la selezione del proprio Paese rimarrà un punto di riferimento insuperabile. L’Argentina saluta il suo condottiero e si prepara a guardare al futuro, consapevole che replicare l’impatto tecnico ed emotivo di Leo sarà un’impresa impossibile.





