Inter, Chivu alla vigilia dell’Udinese: la conferenza

Chivu allenatore Inter

Dopo la battuta d’arresto in Champions League contro il Real Madrid, l’Inter torna a concentrarsi sul campionato per difendere il primato a punteggio pieno. I nerazzurri scenderanno in campo domani sera a San Siro per affrontare l’Udinese nel posticipo della quarta giornata di Serie A. A presentare il match in conferenza stampa è intervenuto il tecnico nerazzurro Cristian Chivu, che ha fatto il punto sul momento della squadra, sui principi tattici e sulla situazione dell’infermeria.

L’insidia friulana e l’amarezza di Madrid

In apertura, l’allenatore ha messo in guardia i suoi sulle qualità dell’avversario di giornata, per poi tornare sull’analisi delle ultime due sfide ad alta intensità giocate contro Napoli e Real Madrid:

“La squadra deve arrivare bene al match. L’Udinese non è una squadra solo fisica, ma può mettere in difficoltà anche dal punto di vista qualitativo. È una squadra allenata bene. Noi come sempre faremo del nostro meglio.

Il nostro obiettivo è crescere e migliorare. Siamo all’inizio della stagione, è presto per dare giudizi. Non badiamo solo ai risultati ma ai principi che vogliamo aggiungere. Non bisogna perdere la consapevolezza e la fiducia di ciò che di buono abbiamo fatto contro Real Madrid e Napoli. Mi sono piaciuti il coraggio e la personalità, mi prendo le cose positive. […] Ho visto una squadra amareggiata, a Madrid abbiamo perso un’opportunità. Abbiamo fatto una buona gara ma potevamo far meglio”.

Sulle critiche e i giudizi esterni, Chivu ha ribadito la centralità della cultura del lavoro:

“Per noi è importante quello che facciamo: la fiducia e il lavoro quotidiano. I giudizi ci sono sempre ma non è un problema nostro. Noi abbiamo una responsabilità, la differenza sta in questo. Bisogna essere consapevoli per avere una crescita”.

“Non il modulo, ma il modo”: identità ed evoluzione tattica

Sollecitato sul tema della difesa a tre e sui compiti dei singoli reparti, il tecnico romeno ha offerto una visione fluida e moderna della lavagna tattica, ricordando inoltre i passi avanti compiuti rispetto alla passata stagione:

“Non bado al modulo, bado al modo con cui si gioca una partita. Tante squadre partono a quattro dietro ma poi difendono a sei con il blocco basso. Dipende come interpreti le varie situazioni di gioco, l’intensità che ci metti. Sono uscito da questo modo di pensare, spesso tante squadre cambiano in costruzione. Bisogna vedere anche i giocatori, quanto puoi cambiare determinate situazioni. Noi abbiamo una squadra evoluta. Ripeto, non è il modulo ma il modo.

L’anno scorso abbiamo perso in casa contro l’Udinese alla seconda giornata e un anno dopo abbiamo due trofei in più: non è poco. Si può ancora migliorare nella nostra idea di calcio. I ragazzi si impegnano”.

Singoli, metro arbitrale e infermeria: torna Dimarco

Chivu ha dedicato un passaggio alla gestione atletica di Hakan Çalhanoğlu e alla crescita di Andy Diouf, prima di commentare positivamente la nuova linea arbitrale:

“Çalhanoğlu ha fatto il mondiale da infortunato. Vogliamo mettere in condizione tutti i giocatori e vale anche per lui. Diouf? Sto cercando di metterlo più in condizione. Vale per lui ma per tutti. Appena vede la porta ha personalità per fare l’uomo contro uomo. Quello abbassa le linea difensiva e ci dà una soluzione in più. Siamo felici della sua crescita.

[Sul metro arbitrale] Sono contento, con meno VAR c’è più intensità. La ripresa veloce è importante, dà ritmo. Ci sono meno perdite di tempo, sono tutti consapevoli che se fai finta lasci la squadra in dieci per un minuto. Ci sono situazioni in cui il VAR deve intervenire: è giusto che ci sia anche il VAR, nessuno vuole toglierlo. A me piace l’atteggiamento. Mi piacerebbe vedere anche più dialogo con i giocatori ma capisco che c’è tanta pressione”.

In chiusura, il punto sulle condizioni degli infortunati: sorride la corsia mancina, mentre servirà ancora cautela sul fronte opposto:

“Dimarco oggi si è allenato ed è a disposizione del gruppo. Spence è nel processo di riatletizzazione e non ci sarà domani”.