Juventus, Kolo Muani si racconta: le parole al Corriere della Sera

A pochi giorni dal delicatissimo incrocio di campionato contro il Milan, Randal Kolo Muani ha concesso una lunga intervista ai microfoni del Corriere della Sera. L’attaccante francese, ancora a caccia della sua prima rete ufficiale in questa sua seconda avventura con la maglia della Juventus, ha toccato numerosi temi: dalle motivazioni che lo hanno spinto a tornare a Torino fino al rapporto con mister Luciano Spalletti e il nuovo compagno di reparto Nick Woltemade.

Il ritorno in bianconero e l’analisi post-Frosinone

In apertura, il centravanti transalpino ha spiegato i motivi dietro la scelta di vestire nuovamente la maglia della Vecchia Signora, sottolineando il suo profondo legame con l’ambiente:

“La prima esperienza era stata bellissima: compagni, staff, tifosi, tutto quanto. Era tutto perfetto e mi sentivo in famiglia. E poi era importante tornare per finire il lavoro che avevano iniziato: riportare in alto la Juve, la società più importante d’Italia, un club iconico”.

Kolo Muani è poi tornato sulle dichiarazioni rilasciate da mister Spalletti in merito al cinismo offensivo mancato nella recente sfida contro il Frosinone, facendo mea culpa a nome del reparto:

“Quando creiamo tantissime opportunità dobbiamo essere anche capaci di concretizzarle: e dopo quella partita, io per primo sapevo che avevano avuto le occasioni giuste”.

Il feeling con Woltemade, il peso della 9 e la Premier League

Il francese ha speso parole al miele per la maglia che indossa e per i compagni di reparto, non escludendo la possibilità di una convivenza tattica con l’altro nuovo acquisto, Nick Woltemade:

“Se l’allenatore decidesse di metterci in campo entrambi non sarebbe certo un problema. [La maglia numero 9] Ti dà grande responsabilità, e a me piacciono le sfide”.

Spazio anche a un interessante parallelismo tra il calcio d’oltremanica e quello del nostro campionato:

“Il calcio inglese è davvero un “box-to-box” continuo, da un’area di rigore all’altra, mentre in Italia il gioco è estremamente tattico: devi giocare con le testa e non solo con i piedi. E poi si lavora duramente nel corso degli allenamenti settimanali, ma mi trovo bene”.

La Nazionale, l’astinenza da gol e il credo di Spalletti

In chiusura, Kolo Muani ha allontanato le pressioni per la momentanea astinenza da gol, mostrandosi pienamente integrato nei dettami tattici del nuovo allenatore e focalizzato esclusivamente sugli obiettivi del club piemontese, mettendo in secondo piano la Nazionale:

“Non ci sto pensando. Sono concentrato su questa stagione, per migliorare e per far bene con la Juventus. Se poi arriverà la chiamata della Francia sarò felice, altrimenti continuerò semplicemente a lavorare duro. Lo so cosa si dice degli attaccanti, ma non sono preoccupato: lo spirito del gruppo è ottimo, la squadra gioca bene e crea occasioni, i gol arriveranno. L’idea di Spalletti? Mi piace molto, punta a offrire molte soluzioni. Possiamo scambiarci di posizione continuamente e dobbiamo essere molto aggressivi e veloci nelle transizioni”.