Il nuovo corso del Milan targato Ruben Amorim fa già discutere e registra le prime autorevoli prese di posizione. La decisione del tecnico portoghese di inserire ufficialmente Fikayo Tomori nella lista dei partenti non ha lasciato indifferente Fabio Capello. L’ex allenatore rossonero, intervenuto sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha analizzato la mossa di mercato della dirigenza, esprimendo non poche perplessità sulla scelta di privarsi a cuor leggero del centrale difensivo inglese e affidando il suo pensiero a dichiarazioni molto dirette.
Il peso del passato e i dubbi sulle alternative in rosa
Analizzando le dinamiche tattiche e tecniche della squadra, Capello ha voluto prima di tutto ricordare il peso specifico avuto dal difensore nelle recenti annate del Diavolo, ricordando la sua importanza storica recente:
“Pensavo che Tomori sarebbe stato utile in qualche modo ad Amorim. Non dimentichiamo che l’inglese è stato titolare la scorsa stagione e giocava anche negli anni in cui il Milan ha vinto lo scudetto e raggiunto la semifinale di Champions”.
Pur riconoscendo oggettivamente quali siano le preferenze tattiche della nuova guida tecnica portoghese, Capello ha invitato alla massima prudenza, invitando la dirigenza a guardare con attenzione le alternative già presenti in squadra:
“Non è il centrale bravo a impostare che probabilmente il tecnico portoghese predilige. Ma visto il pacchetto di difensori attualmente in rosa, io ci avrei pensato bene prima di scaricarlo”.
La provocazione su Nesta e l’importanza di saper difendere in area
L’analisi di Capello si è poi spostata sulle caratteristiche fondamentali che non devono mai mancare in una retroguardia ambiziosa, lanciando anche una suggestiva provocazione legata alle prossime mosse di mercato in entrata necessarie per giustificare tale cessione:
“Se mi dice che il Milan prenderà uno come il Nesta dei vecchi tempi, allora alzo le mani e accompagno volentieri Tomori alla porta…”
Il messaggio conclusivo di Capello risuona come un monito tattico per la nuova gestione. Pur comprendendo e accettando la moderna ricerca del palleggio, l’ex condottiero rossonero ha ricordato quanto sia ancora imprescindibile la marcatura pura negli ultimi sedici metri:
“Perchè ci sono partite o momenti delle gare in cui devi per forza saperti difendere anche nei 16 metri. E allora va bene il palleggio, ma un centrale forte nella propria area lo devi avere”.





