Serata di presentazione a Castel di Sangro: Pasquale Mazzocchi, Nikita Contini, Giovane e Luca Marianucci hanno risposto alle domande dei tifosi in piazza Plebiscito. Oltre 400 persone hanno assistito al momento conviviale e divertente organizzato dal Napoli. Il più acclamato è stato proprio Pasquale Mazzocchi, accolto con una vera e propria ovazione al momento del suo ingresso sul palco.
Mazzocchi: “Dobbiamo difendere 2400 anni di storia”
Un figlio di Napoli che ha coronato il sogno di vestire la maglia azzurra: Pasquale Mazzocchi è stato il più emozionante sul palco di Castel di Sangro: “Siamo sempre contenti di potervi ritrovare in queste occasioni. Ci fate sentire sempre il vostro calore ed è bellissimo potervi abbracciare”.
E poi il laterale ha raccontato il momento in cui ha capito di aver realizzato il sogno di una vita: “In realtà non ho realizzato subito. L‘ho detto subito ai miei genitori. Mio padre ha pianto. È una roba bellissima e incredibile vedere un figlio indossare la maglia che sognava dopo tanti sacrifici”. L’ex Salernitana ha un obiettivo chiaro. “Cerco sempre di andare d’accordo con tutti, soprattutto con gli stranieri. Al di là della società, dobbiamo difendere una storia di 2400 anni. Cerco sempre di far sentire tutti a casa ed è quello che noi napoletani sappiamo fare meglio”.
Contini: “Onore e privilegio”
“Sono 18 anni che faccio parte del calcio Napoli: è un grande privilegio e onore essere diventato un pilastro. Non posso che ringraziare società e squadra. Cerco di farmi trovare pronto in campo e fuori per aiutare i miei compagni a raggiungere gli obiettivi”, ha raccontato Nikita Contini.
Alla domanda di un giovane tifoso, il terzo portiere azzurro ha poi aggiunto: “Vestire questa maglia, stare con i compagni e avere questo pubblico è un’emozione grandissima”.
Marianucci: “Sto dando tutto me stesso per restare”
Sul palco anche Luca Marinucci. Il centrale difensivo ha raccontato la differenza tra il Napoli e le altre squadre in cui ha giocato, svelando un obiettivo, rimanere in azzurro: “Le differenze sono molte. Dall’Empoli al Napoli è stato un grande passo. Questi mesi mi sono serviti a crescere come uomo e calciatori. Allenarsi con persone e campioni aiuta. Futuro? Sono tornato per dare il mio contributo, sto dando tutto me stesso e farò di tutto per rimanere qui con voi”.
Anche l’ex Empoli ha parlato della chiamata del Napoli che ha creato emozione in famiglia: “Chiamata inaspettata. Quando arrivò l’offerta era un giorno di febbraio e lì per lì non ho realizzato subito. La sera ho chiamato i miei genitori e abbiamo pianto insieme. Era un sogno che si realizzava”.
Giovane: “Mio padre mi raccontava Careca”
“Sono uno dei ragazzi più giovani. Ero molto molto felice di venire qui a Napoli. Ho parlato con genitori e amici. È un sogno stare qua e vestire la maglia del Napoli”, ha raccontato Giovane.
E poi ha concluso, parlando del legame tra Napoli e Brasile. “Ho conosciuto Juan Jesus. Mi ha aiutato tantissimo, ha tanto esperienza. Ho conosciuto Careca anche se non l’ho visto giocare. Mio padre lo ha visto e ha detto che era un grandissimo giocare. Lo ascolto e mi fido: era un grandissimo”.





