Il futuro della competizione calcistica più importante del pianeta potrebbe riservare una nuova e clamorosa rivoluzione. Gianni Infantino, attuale presidente della FIFA, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della testata svizzera Blue Sport, toccando diversi temi strategici. In particolare, le sue parole si sono concentrate sull’entusiasmante edizione in corso, sul possibile ampliamento a 64 squadre per il futuro e sul rapporto di stretta collaborazione con il presidente statunitense Donald Trump.
La scommessa vinta delle 48 nazionali e il nuovo format
Il numero uno del calcio mondiale ha innanzitutto esaltato l’edizione 2026, definendo il torneo come un evento dei superlativi. Inoltre, ha ribadito con orgoglio il successo della sua scommessa iniziale, che ha visto estendere il lotto delle partecipanti a 48 nazionali:
“Se sono soddisfatto? Sì, al 100%! È stato un enorme successo con 48 squadre. Squadre provenienti da ogni continente hanno segnato gol e conquistato almeno un punto. Nove squadre africane su dieci hanno raggiunto la fase a eliminazione diretta. All’ultimo Mondiale c’erano solo cinque squadre africane. Questo dimostra quanto sia importante includere tutte le squadre, per dare loro questa opportunità di partecipare”.
Successivamente, il presidente ha aperto concretamente a una successiva evoluzione del format a partire dalle prossime edizioni. Secondo il dirigente, il passaggio a 64 squadre non stravolgerebbe gli equilibri organizzativi:
“In linea di principio, un aumento sarebbe fattibile nell’ambito del formato attuale se le prime due squadre di ogni girone si qualificassero semplicemente per gli ottavi di finale. Si tratta sicuramente di una questione che verrà esaminata e discussa nelle commissioni competenti dopo questo Mondiale”.
Infine, ha sottolineato l’importanza globale e inclusiva del progetto:
“Quando si organizza un Mondiale, è importante farlo per il mondo intero — non solo per l’Europa e il Sudamerica, ma effettivamente per tutto il mondo. Se non si dà ai paesi più piccoli la possibilità di partecipare ai Mondiali, non avranno l’incentivo a continuare a migliorare”.
Il tifo per la Svizzera e il legame quotidiano con Trump
Nel corso della chiacchierata, Infantino non ha nascosto un forte attaccamento emotivo ai colori della sua patria, spiegando come concilia il ruolo istituzionale con il tifo:
“Posso tifare la Svizzera da presidente FIFA? Certamente. Bisogna solo assicurarsi di comportarsi in modo corretto. Ma ovviamente, quando gioca la Svizzera, qualcosa si muove dentro di me”.
In conclusione, l’attenzione si è spostata sulla finalissima in programma il 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, svelando i dettagli del rapporto quotidiano con Donald Trump:
“Siamo in contatto regolarmente. Quasi ogni giorno: è contento e si sta godendo davvero il torneo. Guarda tutte le partite in TV. Sì, speriamo di consegnare il trofeo insieme durante la finale. È sempre stato questo il programma – ed è così che è sempre stato fatto in passato – che il presidente del Paese che ospita la finale consegni il trofeo insieme al presidente della FIFA”.
(Foto: fifa.com)





