Svolta in FIGC, Malagò è il nuovo presidente: trionfo su Abete e strada spianata per il ritorno di Mancini

Malagò candidato alla presidenza

Una data destinata a segnare un profondo spartiacque nella storia recente del calcio italiano. Le elezioni federali andate in scena in data odierna hanno decretato l’inizio di una nuova era per i vertici del nostro movimento calcistico. A spuntarla nella corsa alla presidenza della FIGC è stato Giovanni Malagò, ex numero uno del CONI, che ha superato la concorrenza dello sfidante Giancarlo Abete con un margine di distacco nettissimo e inequivocabile. Questa vittoria schiacciante apre ufficialmente una fase di profonda ricostruzione per un sistema chiamato a ripartire con slancio, dopo anni complessi e segnati da evidenti nodi strutturali ancora in attesa di essere sciolti.

Il programma di rilancio e le riforme all’orizzonte

Il successo alle urne affonda le proprie radici in un manifesto programmatico molto chiaro e ambizioso, presentato agli elettori fin dai primi giorni della candidatura. La linea dettata dal neo presidente si fonda su pilastri imprescindibili per il rilancio dell’intero sistema. Al centro dell’agenda figurano la valorizzazione assoluta del talento italiano e la concessione di uno spazio sempre maggiore per le nuove generazioni di calciatori.

Accanto allo sviluppo tecnico, il programma prevede una totale ricostruzione dell’attuale classe dirigente, ponendo un fortissimo accento sulla centralità della modernizzazione delle infrastrutture sportive. A completare il quadro delle priorità del nuovo corso vi sono una maggiore e mirata attenzione alle dinamiche di vertice della Serie A e una decisa spinta per la crescita strutturale e mediatica del calcio femminile nel nostro Paese.

Nazionale: il ritorno di Roberto Mancini è a un passo

Il terremoto ai vertici della Federazione porta con sé un’immediata e clamorosa ripercussione tecnica per quanto riguarda la guida della Nazionale maggiore. Con l’insediamento di Malagò, la strada appare ormai definitivamente tracciata per il suggestivo e imminente ritorno di Roberto Mancini sulla panchina dell’Italia.

L’ex commissario tecnico azzurro, reduce dalla recente interruzione del rapporto lavorativo con il club qatariota dell’Al Sadd, rappresenta a tutti gli effetti il profilo prediletto verso cui l’intera nuova governance federale sembra orientata per avviare l’immediata ricostruzione del percorso azzurro. Questo ricongiungimento professionale assumerebbe anche un fortissimo e innegabile valore simbolico, riannodando i fili di una storia straordinaria culminata con il trionfo all’Europeo nell’estate del 2021, e successivamente interrotta in modo brusco e inaspettato nel mese di agosto del 2023.